La riforma costituzionale di Putin

La riforma costituzionale del presidente russo è stata approvata: Putin potrebbe rimanere in carica fino al 2036

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La riforma costituzionale di Putin

Mercoledì 11 marzo la Duma russa ha approvato la riforma della costituzione proposta da Vladimir Putin. Il fine della riforma è dare più potere al parlamento e al Consiglio di stato diminuendo quelli del presidente. In secondo luogo, Putin potrà rimanere in carica fino al 2036.

Le dimissioni del governo

La costituzione russa prevede che una figura non possa essere presidente per più di due mandati consecutivi. Putin è invece reduce di quattro mandati. Il presidente infatti è stato eletto per la prima volta nel 1999 e raggirando la regola dei due mandati è riuscito a rimanere alle redini della Russia fino ad oggi. Come ha fatto? Nel 2008 l’attuale presidente russo concluse il suo secondo mandato, alternandosi con il suo fedele alleato Dmitry Medvedev, rimanendo tuttavia al potere come primo ministro.

Teoricamente il suo ultimo mandato sarebbe dovuto scadere nel 2024. Da tempo Putin stava parlando di una possibile riforma della costituzione per ridefinire la struttura dell’apparato statale. Gli esperti cominciarono a ipotizzare sui possibili escamotage che il leader avrebbe adottato per rimanere al potere.

A gennaio l’intero governo si è dimesso. Una decisione definita necessaria presa dal primo ministro Mdvedev stesso. Il governo ha giustificato questa mossa con l’intenzione di lasciare al presidente tutto lo spazio necessario per riformare lo stato al meglio. È interessante sottolineare che Medvedev dimettendosi non ha abbandonato del tutto le strutture di potere. Oggi infatti è vicepresidente del Consiglio della sicurezza (carica che molti ritengono simile a una vicepresidenza).

Queste grandi strategie sono arrivate poco dopo che Putin ha tenuto il suo discorso annuale ai legislatori russi. Proponendo importanti cambiamenti costituzionali come il trasferimento di più potere al parlamento, inclusa la capacità del paese di nominare il primo ministro. Attualmente, il premier è selezionato dal presidente.

La riforma costituzionale e l’emendamento

Nonostante tutte le ipotesi degli specialisti su come Putin sarebbe rimasto al potere, il presidente ha “sorpreso” tutti. Da quando la modifica della costituzione sarà approvata, i suoi due precedenti mandati non varranno più. Nel 2024 quindi, potrà ricandidarsi per altri due mandati da sei anni ciascuno e rimanere in carica fino al 2036.

A proporre l’emendamento è stata Valentina Tereshkova, famosa per essere la prima cosmonauta donna nello spazio nonché parlamentare fedelissima di Putin. L’idea di fondo dell’emendamento è che il paese sia troppo instabile per stare senza Putin il quale è molto amato tra i suoi concittadini.  Come infatti ha anche sottolineato il leader stesso “In condizioni in cui un paese sta vivendo tali shock e difficoltà, ovviamente … la stabilità è forse più importante e deve essere una priorità” affermando che la Russia si sta ancora riprendendo dal crollo dell’Unione Sovietica del 1991.

Inseguito non sono di certo mancate le sorprese. Putin è comparso alla Duma dove le sue presenze sono molto rare, dichiarando il suo desiderio che la Russia diventi un paese dove le leadership cambino più velocemente. Ha detto inoltre che il presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt, scontando quattro mandati a causa dello sconvolgimento che il suo paese stava attraversando in quel momento, era un esempio del perché i limiti del mandato presidenziale siano talvolta superflui.

Le opposizioni

Il politico dell’opposizione Alexei Navalny ha dichiarato di ritenere che Putin fosse ora destinato a diventare presidente a vita. L’alleato di Navalny, Ivan Zhdanov, ha denunciato la mossa come equivalente a un colpo di stato costituzionale. Gli attivisti all’opposizione hanno affermato di voler manifestare contro ciò che definiscono “una riscrittura della costituzione nell’interesse dell’élite al potere”. La manifestazione dovrebbe svolgersi il 21 marzo. Tuttavia, martedì il governo di Mosca ha sospeso tutti gli incontri pubblici di oltre 5.000 persone fino al 10 aprile a causa del coronavirus.

Il problema del successore di Putin

Il leader Russo resiste dal 1999, ormai sono passati 21 anni. 21 anni in cui un paese è sotto il potere della stessa persona. Considerando anche il periodo in cui è stato primo ministro ma comandava il paese attraverso Medvedev.

Nonostante siano in molti a desiderare che Putin lasci le redini della Russia tanti esperti sono titubanti. Le preoccupazioni di questi sono infatti che una volta lasciato vuoto il posto da presidente ci sarebbe una guerra tra oligarchi per ottenere il potere. Tali battaglie porterebbe il paese nel caos. In ogni caso, nonostante l’attuale emendamento, nel 2024 il leader russo dovrebbe venire rieletto per poter governare. Questo problema però sembra non preoccupare né lui né i suoi alleati.