La Repubblica: i giornalisti protestano contro la sostituzione del direttore

0
917

Si è appena concluso lo sciopero dei giornalisti della Repubblica, indetto in segno di protesta contro la sostituzione del direttore Carlo Verdelli con Maurizio Molinari, ex-direttore della stampa.

I giornalisti hanno chiarito che questo sciopero «non vuol essere un atto ostile nei confronti del nuovo direttore Maurizio Molinari». Piuttosto vuole sottolineare la tempistica della sostituzione, definita «quanto meno imbarazzante» dal momento che coincide non soltanto con un momento di grave emergenza globale, ma anche con il giorno che era stato indicato come «data della morte del direttore Verdelli dagli anonimi che ormai da mesi lo minacciano».

Attualmente, infatti, Carlo Verdelli è sotto scorta a causa delle molteplici minacce di morte ricevute, provenienti prevalentemente da gruppi neonazisti.

La famiglia Agnelli

La decisione della famiglia Agnelli, ora proprietaria del quotidiano, si può quantomeno definire discutibile. Sostituire il direttore di uno dei principali quotidiani italiani in un momento così delicato desta più di qualche dubbio, per non parlare della scelta della data sostituzione, coincidente con quella indicata dalle minacce verso l’ex direttore come data della sua morte.

Ovviamente, cambiare direttore è un diritto dell’editore, ma è difficile ignorare le circostanze in cui tutto ciò è avvenuto.

Ora bisogna capire se e quali cambiamenti ci saranno nella linea editoriale.

“È un giornale d’informazione il quale anziché ostentare una illusoria neutralità politica, dichiara esplicitamente di aver fatto una scelta di campo. Sono le parole usate dal fondatore Eugenio Scalfari nel suo primo editoriale del 1976. Parole che valevano allora. E valgono a maggior ragione oggi.”

Così si concludeva il comunicato dei giornalisti de La Repubblica in vista dello sciopero.