La principessa di Lamballe, vittima dimenticata del Terrore

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Nascere principessa di Savoia (anche se di un ramo collaterale, come i Savoia Carignano) e finire vittima del Terrore. In poche parole la storia di Maria Teresa di Savoia Carignano, principessa di Lamballe.

PRINCIPESSA DI SAVOIA

Nacque l’8 settembre del 1749 a Torino, figlia del principe Luigi Vittorio e della principessa Cristina d’Assia Rheinfels Rotenburg. Era la quarta figlia dei suoi genitori, e il suo futuro appariva radioso. Era una bambina dolce, tranquilla, amante dello studio.

Aveva diciassette anni quando andò sposa. Il suo futuro suocero, il duca di Penthièvre, aveva avuto modo di vederla già nel 1755, a sei anni. Incontrandola di nuovo nel 1766 decise che sarebbe stata la moglie perfetta per suo figlio, Luigi Alessandro.

Il suo promesso sposo era di due anni maggiore di lei, e conduceva una vita libertina e sregolata: il padre sperava che l’indole della giovane potesse migliorarne il carattere.

PRINCIPESSA DI LAMBALLE

Maria Teresa e Luigi si sposarono per procura il 17 gennaio 1767 a Torino. Le nozze in presenza si svolsero invece una settimana dopo, al castello di Nangis, in Francia.

L’unione fu infelice e di breve durata. L’influenza della moglie non ebbe alcun effetto benefico sulla vita del principe, tanto che egli contrasse una malattia venerea e la lasciò vedova ad appena diciannove anni, piena di debiti.

Il tragico evento compromise l’indole della principessa, che da allora fu sempre estremamente triste e malinconica. Per qualche tempo si chiuse nel suo dolore, ma il suocero la convinse a trasferirsi da lui a Rambouillet. Fu allora che venne presentata alla futura Delfina di Francia, nel 1770.

FAVORITA DELLA REGINA

Fino al 1771 i rapporti tra le due donne rimasero superficiali. Ma durante le feste di Carnevale di quell’anno la loro amicizia fiorì, tanto che nel 1774, quando la Delfina divenne regina, chiese di poter avere la principessa al suo fianco. Per ottenerlo chiese al marito di ripristinare la carica di sovrintendente della Casa della Regina, onore che non veniva attribuito dal 1741. Fu necessario un anno, ma alla fine Maria Antonietta ottenne ciò che voleva.

Qui iniziò la rapida ascesa di Maria Teresa, anche se non destinata a durare a lungo.

ASCESA E DECLINO

Maria Antonietta sapeva essere estremamente generosa con le poche persone che l’amavano sinceramente (o che credeva l’amassero). Questo accadde anche con Maria Teresa: le due donne erano anime affini, ma molto presto la regina si rese conto che avevano anche differenze insormontabili. La principessa di Lamballe era molto religiosa, timida, riservata, forse fin troppo. Maria Antonietta amava le feste, e mal sopportava l’etichetta di Versailles. Così, nonostante il loro legame fosse stato oggetto di innumerevoli pettegolezzi e maldicenze, la regina prese ad allontanarla.

I motivi erano diversi. Innanzitutto, la carica conferita alla principessa non era adatta a lei, non essendo capace di gestirla. Inoltre non le permetteva di passare con la regina il tempo che avrebbe voluto. Ciononostante Maria Teresa non aveva smesso di voler bene alla sua sovrana, e fino all’ultimo le rimase fedele.

Privata della sua amica più vera, la principessa di Lamballe si dedicò alla Massoneria, tanto che nel 1781 guadagnò la carica di capo dell’ala femminile del movimento.

Nello stesso tempo, la sua salute le dava problemi. Una malattia ai nervi non le lasciava tregua, e la convinse a sottoporsi a diverse cure, senza risultato. Soltanto il medico Johann Seiffert riuscì nell’intento, o così sembrava.

FEDELE FINO ALLA FINE

Lo scoppio della Rivoluzione Francese costrinse molti nobili a fuggire dalla Francia. Tra questi anche la duchessa di Polignac, favorita della regina, insieme alla numerosa famiglia. Rimasta priva di tutti gli amici, Maria Antonietta poté allora nuovamente contare sull’appoggio di Maria Teresa, che per due anni rimase al suo fianco, fino alla disastrosa fuga di Varennes.

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Gli ultimi giorni della principessa di Lamballe furono ben tristi. Rimasta vicina alla sua regina, venne tratta in arresto e sommariamente condannata. Niente ghigliottina, per lei: decisa a non tradire i sovrani, il suo destino fu ben peggiore.

La notte fra il 2 e il 3 settembre 1792 la portarono fuori dalla sua prigione. Come un agnello sacrificale la folla si accanì su di lei: non è dato sapere nel dettaglio cosa le venne fatto, ma ciò che sappiamo è sufficiente.

La colpirono alla testa, denudarono e sventrarono. Le tagliarono la testa che poi issarono su una picca: quindi, come macabro trofeo, la condussero davanti alle finestre di Maria Antonietta. E la principessa Maria Teresa, figlia della regina, riferisce che quella fu “la prima volta in cui vide perdere il controllo a sua madre”.

I resti della sventurata principessa furono recuperati per ordine del suocero, il duca di Penthièvre, e sistemati nella tomba di famiglia. Secondo molti, riposano ancora lì.

Maria Teresa di Savoia Carignano, forse l’unica vera amica della regina Maria Antonietta, al punto da sacrificare sé stessa pur di non testimoniare contro di lei. Nasceva oggi, duecentosettantuno anni fa.

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