La prima sindaca donna di Termini Imerese attaccata da insulti sessisti

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Maria Terranova
Maria Terranova

Maria Terranova è la prima sindaca donna nella storia di Termini Imerese, in Sicilia. Il suo operato, però, ha attirato critiche sessiste e maschiliste.

Maria Terranova è la prima sindaca donna di Termini Imerese

Maria Terranova, classe 1985, con­si­glie­re co­mu­na­le uscen­te del Mo­vi­men­to 5 stel­le, è la prima sin­da­ca donna di Ter­mi­ni Ime­re­se, in provincia di Palermo. Eletta lo scorso ottobre, il suo operato o, meglio, l’operato di una sindaca da donna, ha attirato su di sé critiche sessiste. “L’avete appoggiata ad occhi chiusi e ora cominciate a pagarne le conseguenze. Sì, è solo l’inizio: con questa ragazzina bruttina ne vedrete delle belle. Si vendica forse della natura che l’ha fatta così laida?”: è questo uno dei commenti, pubblicato su Facebook e successivamente rimosso, contro Maria Terranova.

La risposta della sindaca agli insulti sessisti

“Quando sono stata eletta Sindaca sapevo che non sarebbe stata facile. La società è spietata, e lo è ancora di più con le donne. Sapevo che avrei avuto due tipi di ostacoli da superare: quello strettamente politico e quello culturale. Quella cultura che pensa che una donna non possa fare politica. Sapevo pure che mi avrebbero criticato per come mi vesto, per il fatto che mi piace comunicare quello che faccio, per il fatto che mi commuovo per le cose che mi appassionano. Sapevo, insomma, che per una donna è sempre in salita. E anche per questo non mi sono mai risparmiata. Ma è inaccettabile è che si utilizzi il dibattito politico per incoraggiare quel maschilismo che giudica una donna non sul suo operato, ma sul suo aspetto fisico. Avete mai sentito qualcuno attaccare un sindaco uomo con frasi del tipo “sei bruttino”? Certo che no. Il problema non è il fatto che qualcuno abbia scritto che sono “bruttina e ripugnante” ma il fatto che, ancora una volta, una donna venga oltraggiata per il solo fatto di essere una donna. E di questo atteggiamento siamo davvero stanche“. Questo il commento che la sindaca ha postato sulla propria pagina Facebook.

Quello di Maria Terranova non è un caso isolato

Quello di Maria Terranova non è un caso isolato. Si tratta dell’ennesimo episodio di sessismo contro una politica donna. Perché parliamoci chiaro: la politica del nostro Paese è sempre stata ed è ancora fortemente maschilista. A dimostrarlo non c’è solo il numero esiguo di politiche presenti in Governo e la necessità di una legge che precluda quel numero. Ne sono prova tutti gli insulti che quotidianamente e instancabilmente le politiche donne ricevono: intemperanze, ingiurie, offese che non hanno suscitato una reazione adeguata, anzi, sono spesso passate sotto silenzio. Alla base della cultura patriarcale che trova sponde fertili nel linguaggio che sempre flirta con la violenza c’era, e c’è, la difficoltà di vedere la donna come un essere umano prima che come un oggetto sessuale. Il corpo delle donne in politica è stato sempre svilito o esaltato a seconda della convenienza, sia che fosse particolarmente piacente o poco attraente. 

La politica non è (ancora) roba da donne

Mai una politica donna viene giudicata per il suo operato ma sempre per il suo aspetto. I commenti ricevuti dalla sindaca Terranova fotografano quel patriarcato che manifesta uno dei suoi volti più beceri nell’agone politico dove, invece dello scontro civile, si preferisce la battuta da osteria che mette tutto sulla deformazione delle caratteristiche personali. Insomma, le logiche di dominio che si esprimono in prevaricazione e modi di zittire l’interlocutore di sesso femminile dimostrano che il lavoro da fare è ancora lungo e che la politica dell’odio cinicamente indirizzata contro le donne è solo la punta di un iceberg.