La prima rotonda subacquea al mondo: un sogno reale

Una struttura che ci permette di sognare

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rotonda subacquea

25 dicembre 2020. Ricorre oggi la festività del Natale. Proprio durante questa giornata di solito tanto magica, oggi sembra che pulluli una mancanza di polvere fatata. Eppure, mai come quest’anno abbiamo bisogno di sentire il vero significato del Natale. Di trasformarlo in una vera e propria rinascita. Ciò che ci possiamo augurare è che l’anno che ci attende ci riservi sorprese migliori. Parlando di risollevarsi, sono molti settori che hanno bisogno di riprendersi. Fra questi non manca il turismo. Ecco dunque che nelle Isole Faroe nasce la prima rotonda subacquea.

Com’è fatta la rotonda subacquea delle Isole Faroe?

Innanzitutto, prima di rispondere a questa domanda, è fondamentale fare un po’ di chiarezza geografica. Le Isole Faroe sono un arcipelago autonomo che fa parte del Regno di Danimarca. È formato da diciotto isole a metà fra Norvegia e Islanda. La struttura in questione è stata messa a punto dall’artista faroese Tróndur Patursson. Si tratta di una rotonda subacquea posta alla fine di un tunnel. Quest’ultimo è una galleria lunga ben undici chilometri chiamata Eysturoyartunnilin. Essa collega le due Isole Faroe più popolate. Tuttavia, non è finita qui. La magia sta anche nelle sembianze di questa rotonda subacquea. La sua forma ricorda quella di una medusa. Uno degli animali più affascinanti e temuti delle acque marine.

Gli esperti del turismo si augurano che questa novità si trasformi in un’attrazione turistica in voga, una volta che la pandemia globale sarà sconfitta. In fondo, tutti noi desideriamo ritornare a una tanto agognata normalità. Il fatto di essere immersi in un mondo ora come ora inesplorabile, di certo non fa che torturare la nostra salute mentale. Durante questi ultimi mesi, il sogno di partire con uno zaino alla scoperta del globo ha caratterizzato molte menti umane. Ci stiamo accorgendo che quelle azioni che fino a neanche un anno fa consideravamo un lusso, riescono in realtà a tenerci in vita. Il viaggio ci permette di vivere a pieni polmoni la nostra esistenza. Andare alla scoperta di nuove mete arricchisce il nostro bagaglio umano e culturale.

Un’idea di buon auspicio?

Poche righe addietro abbiamo scoperto che la forma di questa rotonda subacquea è quella di una medusa. Quest’ultima è un celenterato che si cela in molte acque marine e oceaniche. La sua figura spesso viene ancora oggi associata all’immortalità. Questo perché si tratta di uno degli animali più longevi in assoluto. In particolare, esiste una specie che sembra indistruttibile. La Turritopsis nutricula. Anche detta “Medusa immortale”, per l’appunto. Ecco perché la scelta di donare a questa struttura la forma di questo essere vivente non potrebbe dirsi più adatta. È proprio questo la speranza che abbiamo per l’anno successivo.

Non tanto quella dell’immortalità. Piuttosto, quella della resilienza. Della forza. Di rinnovare quel potere interiore che ci permette di respirare istante dopo istante. Senza sentirci oppressi dal peso della vita. Per curare le ferite non è sufficiente svoltare pagina. Non basta ritrovarsi di fronte un foglio bianco. Poiché si tratterebbe solo di una vuotezza apparente. In realtà il futuro è già colmo di preoccupazioni e pensieri. Quelle che ci contraddistinguono inevitabilmente. Tuttavia, possiamo far sì che queste non prendano il sopravvento. Non siamo in grado di cambiare il passato, ma solo di modificare il divenire. Ecco, cerchiamo dunque di farci forza in questa direzione. Costruendo le speranze giorno dopo giorno.


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