La prima edizione del TG5: era il 13 gennaio 1992

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La prima edizione del TG5

La prima edizione in assoluto del TG5 andò in onda il 13 gennaio 1992. Si tratta di una data storica per la pluralità di informazione in Italia: il TG5 vede la luce grazie alla possibilità di trasmettere in diretta.

La prima edizione del TG5: i vari orari del telegiornale

La prima edizione del TG5

Alle 13:00, orario che mantiene ancora oggi per l’edizione dell’ora di pranzo, viene trasmessa la prima edizione, condotta da Cristina Parodi. L’edizione della sera va in onda alle 20:00, condotta da Enrico Mentana, mentre a mezzanotte la terza e ultima edizione quotidiana, quella della notte, condotta da Cesara Buonamici.

La prima edizione del TG5: un esordio disastroso

Enrico Mentana era il direttore, Mimun il vicedirettore.
Tutti i primi sei servizi annunciati da Mentana non partirono, non erano pronti. Mentana fece uno slalom colossale finché il settimo, uno dei meno importanti, riuscì ad andare in onda. Sembrava la fine ma il giorno dopo risultò che come ascolti aveva battuto il Tg1.

La prima edizione del TG5

La prima edizione del TG5: il racconto di Mentana

Ecco riportato di seguito il racconto di Mentana sull’edizione delle 20:00
«Un minuto prima delle otto di sera i titoli. Poi la sigla. Iniziai sciolto e tranquillo, lanciando il primo servizio da Genova, che non partì, poi il secondo da Firenze, che non partì. Non era pronto niente. Mi scusai, alzai la fatidica cornetta, e dissi “Davvero una simpatica situazione”. Si erano emozionati in regia, dove non riuscivano a mettere in onda nessuna registrazione, e si era emozionato anche Sposini, che stava accanto a loro e non mi aveva avvertito di nulla. Mentre i disguidi si scioglievano e il giornale cominciava a ingranare, mi immaginai le risate del direttore del Tg1, che sicuramente stava sbirciando i nuovi concorrenti. Rise di certo molto meno la mattina dopo, quando scoprì che per la prima volta nella piccola storia della tv italiana un altro tg aveva avuto più spettatori del suo. A proposito, quel direttore era Bruno Vespa.»

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