La prima donna sulla vetta di Montecitorio: Nilde Iotti

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Oggi, 20 giugno, ricorre un anniversario importante per la storia della lotta alla conquista della parità dei sessi. Esattamente 41 anni fa Montecitorio vedeva ascendere alla sua poltrona di presidente della Camera dei Deputati, per la prima volta nella storia, niente meno che una donna.

È una delle figure femminili più autorevoli nella storia della nostra Repubblica e detiene una serie, oltre a questo, di prestigiosi primati. Tra essi annovera il fatto di aver ricoperto la carica di deputata in un ciclo continuo, senza interruzioni, dalla I alla XIII legislatura.

Un simbolo dell’emancipazione femminile, Nilde Iotti è riuscita a farsi strada e a primeggiare in un ambiente di difficile accesso per una donna, la politica. Da sempre appannaggio prettamente maschile, guardava con ostilità e diffidenza l’ingresso di una donna, a maggior ragione se tra le più alte cariche dello Stato.

Al di là della trama sentimentale che la lega al leader del PCI Palmiro Togliatti, che esula e costituisce un discorso a sé, non si può certo dire che Nilde Iotti non abbia ricoperto un ruolo fondamentale nella storia della Repubblica Italiana.

Gli inizi tra le fila della Resistenza

Lo spirito battagliero di Nilde Iotti emerge sin da giovanissima quando, durante la dittatura in Italia, entra a far parte delle bande partigiane, nella Resistenza. Diventa una staffetta. In sella alla sua bici sfida la paura, il rischio di essere scoperta e giustiziata. Distribuisce segretamente beni di prima necessità a chi ne aveva bisogno.

Nel 1945 viene eletta segretario provinciale dell’UDI, unione donne in Italia a Reggio Emilia, erigendosi sin dall’inizio a difensore dei diritti delle donne. Questo incarico costituisce il suo trampolino di lancio nella politica del paese. Infatti, a distanza di un anno è ammessa nel consiglio comunale di Reggio Emilia e questo ruolo le consente, nel giugno del 1946 di varcare la soglia di Montecitorio al fianco di altre 21 donne che come lei, erano le prime a prendere parte al nuovo Parlamento nazionale.

La commissione dei settantacinque la nomina insieme ad altre deputate, tra cui Lina Merlin, per scrivere il testo della Costituzione. In particolare contribuì a redigere gli articoli che trattano il diritto di famiglia.

Gli anni successivi al suo ingresso in Parlamento furono determinanti per Nilde Iotti ed il suo lavoro. I suoi discorsi sulla famiglia ed il ruolo sociale delle donne sono estremamente attuali ancora oggi.

Un’idea del tutto innovativa per l’epoca si concretizzò in una proposta che sottopose all’attenzione del Parlamento: assegnare un sussidio alle donne casalinghe per il lavoro svolto fuori e dentro casa, tuttavia venne sempre respinta.

Una vita per la politica

Il 20 giugno 1979 è la nuova presidente della Camera dei deputati ricoprendo la terza carica più importante dello Stato. Gli anni immediatamente precedenti la vedono completamente coinvolta nel sostenere le sue battaglie politiche. Tra le più importanti, la legge sul divorzio, approvata nel 1970 e la nuova legge sul diritto di famiglia. Quest’ultima afferma finalmente la parità tra i coniugi sia dal punto di vista morale che giuridico.

È del 1978 invece la legge sull’interruzione di gravidanza, riconosciuta come pratica legale e non più come un reato, in determinate circostanze ben definite.

Questa strada seminata di vittorie la conduce, il 20 giugno di 41 anni fa, ad essere eletta al primo scrutinio con ben 433 voti a favore. Rieletta poi nel 1983 ed ancora nel 1987 per un totale di 13 anni consecutivi.

Paladina della lotta per i diritti delle donne

Lungo l’intero corso della sua carriera politica è stata protagonista di un’instancabile battaglia per l’ottenimento di pari diritti per le donne. Il pensiero che la ha sempre accompagnata aveva come perno la convinzione che la donna dovesse emanciparsi sia all’interno della famiglia sia al di fuori, nella società.

La donna è sì una moglie, sì una madre, ma prima di tutto è un membro della comunità. Esattamente come lo è l’uomo, suo marito e padre dei suoi figli.

Il 18 novembre 1999 Nilde Iotti si ritira ufficialmente dalla scena politica del paese, per via di una grave malattia che non le consentiva più di stare ai ritmi richiesti dal ruolo da lei ricoperto.

Lascia l’aula di Montecitorio dopo aver dedicato ben 53 anni della sua vita alla politica.

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