La popolazione a Taipei è calata

La popolazione a Taipei sta diminuendo sempre di più. Questo dato coinvolge tutta l'Asia. Cosa succederà?

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popolazione a Taipei

La popolazione a Taipei sta calando. Nel 2020, la capitale di Taiwan ha visto il 7,04% di nascite in meno. Per la popolazione taiwanese si prospetta un invecchiamento, che porterà a una società “super anziana”. Come stanno andando gli altri paesi asiatici?

Quanto è calata la popolazione a Taipei?

Il 2020 è stato il primo anno in cui Taiwan ha visto un dato negativo accanto al numero delle nascite. Con la morte di 41.885 abitanti, i decessi hanno superato le nascite di 7.097 unità. Le cause di questa contrazioni non ci sembreranno tanto nuove: basso tasso di natalità e invecchiamento della popolazione. I cittadini taiwanesi stanno invecchiando così tanto, che nel 2025 la regione sarà classificata come “super anziana”. Il paese conta 23.561.236 abitanti. La riduzione dei nuovi arrivati è pari allo 0,18% rispetto al 2019. Può sembrarci un piccolo dato, ma si tratta di 41.885 persone. Continuando di questo passo, fra quattro anni un cittadino su cinque avrà più di 65 anni.

Dati sconcertanti da tutta l’Asia

I problemi demografici non hanno coinvolto solo Taiwan, anzi. Tra i paesi colpiti dal calo delle nascite troviamo la Corea del Sud. Anche in questo caso, il 2020 è stato il primo anno in cui la regione ha visto una diminuzione della natalità. Seoul ha il tasso di natalità più basso al mondo. Sempre lo scorso anno, questo dato ha toccato i minimi storici: lo 0,84. Secondo le Nazioni Unite l’unico modo per trovare un equilibrio tra nascite e decessi è avere un tasso del 2,1. Un numero di gran lunga superiore a quello dei sudcoreani. Anche la Cina ha toccato il suo minimo storico, questa volta nel 2019. I cinesi fanno sempre meno figli, nonostante la politica del “figlio unico”, che si sta dimostrando inefficace.

La popolazione a Taipei non è l’unica a calare

Proseguendo nell’elenco dei paesi asiatici troviamo il leader indiscusso: il Giappone. In Giappone il trand negativo è iniziato anni fa e non si è mai fermato. Secondo il National Institute of Population and Social Security Research la popolazione nazionale scenderà da 127 milioni a meno di 100 milioni nel 2049. Nel 2016, il 27,3% della popolazione giapponese aveva più di 67 anni. Secondo l’Istituto nazionale per la popolazione e la ricerca sociale, entro il 2024 gli over 65 supereranno il 30% dell’intera società giapponese. Il tasso di natalità della regione è 1,43, un numero non tanto preoccupante se paragonato a quello di Hong Kong e della Corea del Sud. Tuttavia, non è necessario per evitare il tracollo della popolazione.

Questione di prospettiva

Quando si parla di popolazione si ricorda che un giorno diventeremo troppi e le risorse saranno troppo poche. Tuttavia, non si deve tralasciare il secondo problema demografico: l’invecchiamento. Cosa succede se le persone che possono lavorare diventano sempre di meno e gli anziani sempre di più? In Cina se lo stanno già chiedendo, perché questa realtà si sta avvicinando sempre di più. Pensate al nostro sistema pensionistico, detto in maniera semplice: i giovani pagano la pensione agli anziani. L’età media delle persone si sta alzando, il tasso delle nascite sta diminuendo e un giorno, questo sistema non potrà più funzionare. Per mantenere in vita il sistema economico con cui il mondo distribuisce le pensioni e paga gli stipendi, è necessario che ci sia un ricambio generazionale.


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