Lui la picchia e la pugnala per 40 minuti e lei lo difende

0
768

Un orrendo video mostra lui che picchia su di lei più di 100 volte e la accoltella in un attacco di 40 minuti di furia incontrollata

 

Paul Bashi, 35 anni, è stato arrestato dalle autorità nella contea di Macomb, Michigan, il mese scorso

Kristina Perry, 22 anni, è quasi morta dopo essere stata presa a calci più di 100 volte e pugnalata ripetutamente

Kristina, che è stata trovata da un vicino sul suo pianerottolo dopo il pestaggio, ha trascorso giorni in coma

Ripresasi dal coma, lei  ha chiesto ai PM di respingere le accuse, affermando che il pestaggio era colpa sua

Paul, che è in carcere con una cauzione di 5 milioni di dollari, è accusato di tentato omicidio.

 

 

 

 

 

 

 

Mentre Kristina è fuori, Paul prende il telefono di lei. E’ molto probabile, dicono gli investigatori, che Paul abbia agito per gelosia.

Infatti, dal video rilevato dall’appartamento in affitto in cui si trova la coppia, si vede che nell’attimo esatto in cui Kristina rientra, lui inizia a colpirla senza mai fermarsi.

Esce ed entra nella stanza con oggetti diversi che servono a massacrarla. Cambia coltelli, ma non cambia la ferocia.

Lei inerte sul pavimento. Non un gesto non una parola, nè un movimento per difendersi o fuggire.

I vicini fortunatamente chiamano la polizia e l’ambulanza; lui arrestato e lei in coma per giorni.

Il tentato omicidio è avvenuto a fine luglio, ieri Kristina è salita sul banco dei testimoni chiedendo che le accuse cadessero tutte, perchè la colpa era la sua.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il procuratore della contea di Macomb, Eric Smith, sostiene che quasi il 60% delle vittime di aggressioni domestiche difende il proprio aggressore, marito o fidanzato che sia.

Smith ha dichiarato, altresì, che l’ufficio gestisce 2.500 casi di violenza sulle donne all’anno; succede che lei cambia versione oppure che non si presenti perchè intimorita.

Il Procuratore vorrebbe che questo caso servisse da esempio, esortando i testimoni a segnalare abusi anche se la persona maltrattata non è disposta a farlo.

La polizia che ha indagato, ha trovato uno steroide in casa e adesso si teme che gli avvocati di Bashi lo usino per affermare che l’attacco è stato alimentato dall’uso di quest’ultimo.