In Venezuela perdura la Crisi Economica, Politica, Sanitaria e Sociale

# Il Venezuela è per noi, soltanto il luogo di provenienza du Colf ed altri immigrati e, se non per qualche sporadica notizia sentita occasionalmente al telegiornale, è un Paese del Sud America convenientemente lontano da essere facile dimenticarsene e lasciarlo al suo destino. Recentemente le news ce ne parlano più di frequente in quanto il presidente Attuale della Repubblica Bolivariana del Venezuela non è troppo amato dai suoi cittadini e sta comunque cercando d rimanere al potere nonostante le proteste popolari che vanno avanti da qualche mese.

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Oggi iniziano le candidature per le elezioni regionali Il Venezuela è per noi, soltanto il luogo di provenienza di Colf ed altri immigrati e, se non per qualche sporadica notizia sentita occasionalmente al telegiornale, è un Paese del Sud America convenientemente lontano da essere facile dimenticarsene e lasciarlo al suo destino. Recentemente le news ce ne parlano più di frequente in quanto il presidente Attuale della Repubblica Bolivariana del Venezuela non è troppo amato dai suoi cittadini e sta comunque cercando di rimanere al potere nonostante le proteste popolari che vanno avanti da qualche mese. Ricapitoliamo i fatti: Fino al 2013 il presidente del Venezuela era Hugo Chavez dal 1999 alla morte, eccetto per la breve parentesi del colpo di Stato Bolivariano del 2002. Anche Chavez era stato criticato per le sue posizioni filo iraniane e filo Libiche e le manifestazioni di amicizia per Amadhinejad e Gheddafi, ma il suo successore, Nicolas MorosMaduro Appunto, è stato lungo membro del governo di Chavez (È stato Ministro degli esteri dal 2006 al gennaio 2013 e vicepresidente del Venezuela dall’ottobre 2012)e lo stesso Chavez lo aveva indicato come suo successore ai primi segni della malattia che lo ha ucciso nel 2013. Maduro, chiaramente, ci ha messo del suo dopo la morte di Chavez in particolare spingendo per l’approvazione delle cosiddette “leggi abilitanti” approvate dall’assemblea Nazionale Venezuelana. Dopo la sua elezione a presidente, Maduro, utilizzando i poteri conferiti dalla Costituzione all’articolo 203[17], ha governato con una cosiddetta «Legge Abilitante», che dà al Presidente il potere di emanare leggi senza l’approvazione del Parlamento, in due occasioni: dal 19 novembre 2013 al 19 novembre e dal 2014[18] e dal 15 marzo 2015 fino al 31 dicembre 2015, a seguito dell’approvazione da parte dell’Assemblea nazionale delle leggi abilitanti. approvazione avvenuta in più fascie partire da novembre 2013 (legge chiesta da Maduro per poter combattere la corruzione)e un’altra legge per affrontare quella che lo stesso Maduro ha definito una “guerra economica”.[21] Il 19 novembre 2013 l’Assemblea nazionale ha concesso a Maduro anche il potere di approvare leggi sino al 19 novembre 2014, non soddisfatto da queste norme, Il 10 marzo 2015, Maduro ha richiesto un’altra legge abilitante in seguito alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti a sette funzionari del governo venezuelano.; Alcuni giorni dopo, il 15 marzo 2015, l’Assemblea nazionale ha concesso al presidente il potere di emettere decreti legge fino al 31 dicembre 2015. Già il venezuela vive nel contesto della crisi Economica Globale che perdura ormai da oltre 10 anni, una sua crisi interna che ha portato a gravi effetti sulla vita il Venezuela attraversa una crisi economica, istituzionale e sociale. Nel 2014 i principali indicatori macroeconomici hanno fatto registrare indici negativi. Tra le principali cause si annoverano la crisi finanziaria del 2007-2008, la caduta dei prezzi del petrolio di cui il Venezuela è esportatore e fattori interni. Il paese ha attraversato due recessioni, la prima tra il 2014 e il 2015 e la seconda tra il 2016 ed il 2017. A livello mondiale, lo sviluppo di nuove e più efficienti tecnologie estrattive ha prodotto un aumento della produzione di petrolio, a cui però non è corrisposto un aumento della domanda, che è invece rimasta sostanzialmente stabile, determinando così un surplus che ha fatto crollare il prezzo del greggio, dai 100 USD (US DOllars) al barile del 2014 ai 50USD verso la fine dello stesso anno. Infine anche il rallentamento della produzione manifatturiera cinese ha inciso negativamente sull’economia venezuelana. Come effetto di tali eventi il Venezuela ha al giorno d’oggi un’inflazione che rasenta il 700%, la più alta mai verificatasi nel XXI secolo mentre la disoccupazione ha raggiunti livelli altissimi, il tasso di disoccupazione è cresciuto rapidamente dall’8% del 2010 al 14% nel 2015. Mentre la disoccupazione in alcune regioni del Venezuela è molto più bassa rispetto ad altri, il risultato complessivo è uno dei più alti in America Latina. [7] Alla disoccupazione va sommata la Carenza di alimentari e medicinali: tra gli effetti della crisi, si può annoverare sia la carenza di alimentari che di medicinali, un fenomeno che ha generato anche una crisi umanitaria senza precedenti. Questa situazione si è verificata per una serie di prodotti regolamentati come gli alimenti: latte, vari tipi di carne, pollo, caffè, riso, olio, farina precotta, burro, etc., generi di prima necessità come, la carta igienica, gli articoli da toeletta, i farmaci, e anche altri, come le protesi al seno, un elemento non fondamentale come altri aspetti della crisi sanitaria che, a causa della scarsità di farmaci ha prodotto una riduzione dell’aspettativa e, in quelle famiglie dove soffrono persone affette da malattie quali, cancro, l’asma, l’epilessia, diabete, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer sono state costrette a ripiegare su alternative meno efficaci, oppure a emigrare in altri Paesi con assistenza sanitaria più funzionante e accessibile. In Venezuela era in corso da alcuni anno un tentativo di disarmo per cercare di ridurre il livello di violenza, molto elevato. quindi le dimostrazioni popolari si sono rapidamente trasformate in scontri armati con vittime. La crisi continua e oggi Domenica 13 agosto 2017 iniziano le candidature per le elezioni regionali che vedono al momento in corsa 1.276 candidatos, dei quali 523 indipendenti che si candidano per i 23 posti di governatorato che saranno attribuiti con le elezioni regionali che si terranno alla fine di ottobre di quest’anno.