La pena di morte in Kazakistan è stata abolita

La pena di morte in Kazakistan è stata abolita e questo è un ottimo motivo per tornare a parlare della sua inefficacia

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pena di morte in Kazakistan

Il 2020 ha fatto anche cose buone, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani. Le morti per terrorismo sono diminuite, alcuni paesi hanno vietato i matrimoni infantili e la pena di morte in Kazakistan è stata abolita.

Come veniva utilizzata la pena di morte in Kazakistan?

Il 24 settembre 2020, il Kazakistan ha abolito la pena di morte. Si tratta di una data importante per il paese, impressa con la firma del Secondo Protocollo aggiuntivo al Patto internazionale sui diritti civili e politici. Il percorso del Kazakistan verso l’abolizione è stato graduale. Nel 1998, i reati passibili di pena di morte sono stati ridotti da 18 a 3. Questi erano omicidio premeditato, genocidio e sabotaggio. Questa punizione però, veniva applicata anche a coloro che in tempo di guerra commettevano tradimento. Il 27 dicembre 2002, lo stato ha vietato la pena di morte per minori, donne e uomini con più di 65 anni. Poi, arriviamo ad oggi. Passo dopo passo, il Kasakistan è diventato il 107° stato ad aver abolito completamente la pena di morte.

Un po’ di dati

nel tempo, il Ministero dell’Interno del Kazakistan ha reso pubblici alcuni dati. Le condanne a morte sono state 32 nel 2001 e 33 nel 2002. Arrivando al 2003, troviamo 19 altre persone. La crudele storia della pena di morte in Kazakistan si ferma proprio a quel novembre del 2003. Da lì in poi, la pena non è mai più stata applicata. Il primo gennaio del 2004, entra in vigore l’ergastolo come alternativa alla pena di morte. Un a piccola grande battaglia che avrebbe poi condotto a questo 2020. Il 14 maggio 2004, il presidente v dice che la pena di morte deve essere completamente abolita. La sua promessa è stata mantenuta solo 13 anni dopo.

La pena di morte in Kazakistan è un piccolo passo

Ad oggi, altri 28 stati hanno la possibilità della morte come punizione a dei crimini. Tuttavia, questi non la utilizzano da almeno 10 anni. Il dibattito sull’utilizzo di questa pratica per punire i colpevoli è ancora in corso. perfino nel nostro paese ci sono persone che ritengono dovrebbe esserci. A questo punto, è doveroso citare Amnesty, che ci racconta perché l’omicidio non può essere un’alternativa al carcere. In primo luogo, dobbiamo tenere conto che questa pratica uccide spesso degli innocenti. Molti paesi viene praticata utilizzando false testimonianze o dopo processi irregolari. In secondo luogo, non esiste uno studio che dimostri l’utilità di questa pena. Non ci sono prove che ci mostrino una diminuzione dei reati dopo l’utilizzo della morte. Anzi, è sempre stato dimostrato il contrario.

Abbiamo diritto alla vita

Dobbiamo poi tener conto di un altro elemento essenziale: è irreversibile. Se un innocente viene imprigionato, questo può essere scagionato. L’uomo può uscire di prigione e tornare alla sua vita vera. Può rivedere i suoi cari, la sua famiglia e avere un’altra possibilità. La pena di morte non lo permette. Se uccidi un innocente avrai sempre ucciso un innocente. Anche se uccidi un criminale avrai sempre ucciso. Perché di omicidio si tratta. Cosa ci rende migliori dei criminali che stiamo punendo? Le esecuzioni pubbliche poi, non portano le persone a compiere meno reati per paura di morire. Portano a rabbia, portano a odio verso lo stato e così facendo, causano altri crimini. prima di inneggiare al ritorno della violazione al diritto alla vita da parte di uno Stato, dovremmo pensarci bene. Ci fidiamo così tanto dei nostri governi da dargli la possibilità di uccidere?


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