La nuova mappa del rischio globale

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La mappa evidenzia valutazioni sulle minacce di terrorismo e i rischi della violenza politica. Dai risultati sembra che la politica globale sia più violenta del 2016.

clicca  mappa rischio terrorismo e violenza politica per ingrandire.

Dall’ultima edizione della mappa 2016 siamo passati dai 3.633 attentati nel 2015 ai 4.151. La crescita nei Paesi occidentali è del 174%, con 96 attacchi nel 2016 rispetto ai 35 del 2015. Le compagnie petrolifere e del gas sono state bersaglio del 41% degli attacchi in segno di protesta contro gli interessi commerciali e la tendenza sembra continuare anche nel 2017.

I Paesi più colpiti dal terrorismo  a causa della risorsa energetica sono Nigeria e Colombia, in cui gli attacchi da parte dei militanti nel Delta del Niger durante la prima metà del 2016 hanno causato una diminuzione della produzione petrolifera del 36%. L’Arabia Saudita, l’Iran, la Russia, il Venezuela e gli Stati Uniti sono risultati i Paesi vulnerabili ai cali di produzione. Con il mercato del petrolio in calo, in futuro queste crisi nelle forniture potrebbero determinare degli impatti maggiori sul prezzo. Nel complesso i livelli di rischio terroristico e politico sono i più alti mai registrati dal 2013, che comprendono non solo quello legato al terrorismo, ma anche l’esposizione a colpi di stato, guerre tra Stati, conflitti civili e ribellioni. Tre cinture a rischio molto elevato si estendono dall’Africa, passando per il Mediterraneo fino all’Atlantico, attraverso il Mediterraneo Orientale e l’Asia meridionale.

Per quanto concerne il rischio politico il 2017 è il primo anno, dopo quattro che gli investitori registrano un calo  in tanti Paesi. E questo sembra suggerire un modesto miglioramento nella capacità di ripresa economica dopo anni di peggioramento. Ma su quest’anno pesa un nuovo rischio: le possibili divergenze tra Stati Uniti e Europa in merito alle sanzioni potrebbero creare incertezza per gli investitori in Iran, Russia e anche a Cuba. Per la prima volta la Turchia detiene un alto livello di rischio di violenza politica a causa del terrorismo, disordini civili, insurrezioni, conflitti armati e rischi di colpo di stato.

Il populismo e gli sforzi dei governi nazionalisti oggi non sono la soluzione perchè tendono ad aumentare i ponti levatoi.