La notte più lunga: il nuovo romanzo di Michael Connelly

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«Va bene, Harry. Lavoriamo insieme.»

Ѐ così che Renée Ballard fa la conoscenza di Harry Bosch, il detective del dipartimento di polizia di Los Angeles. Bosch è in pensione, ma non riesce proprio a stare con le mani in mano. Si occupa di delitti irrisolti presso il distretto di San Fernando e sta indagando sul caso Clayton, una quindicenne scappata di casa e ritrovata morta in un cassonetto. Il detective del LAPD ha conosciuto la madre della ragazzina, e dopo quell’incontro non trova pace. Vuole scovare il bastardo che ha ucciso la piccola.

Renée fa il turno che va dalle 19.00 alle 7.00, quello che i poliziotti chiamano l’ultimo spettacolo. Come ogni mattino, torna al distretto stanca morta e trova ad attenderla un tizio che non ha mai visto. Ѐ un uomo di mezza età, capelli grigi e baffi, che fruga tra i vecchi schedari.

Renée non la prende bene e il primo approccio non è dei migliori.

Bosch ha un curriculum di tutto rispetto. Renée lo ha sentito nominare, ma questo particolare non lenisce la diffidenza iniziale. E il fatto che la Ballard non si fidi degli uomini non migliora di certo le cose. Solo quando viene a sapere che Bosch sta dando la caccia all’assassino di Daisy Clayton, Renée si decide ad abbassare la guardia e chiede a Bosch di partecipare alle indagini.

Michael Connelly mette insieme una coppia al tritolo. Lo scrittore di Philadelphia, cresciuto a pane e romanzi di Raymond Chandler, riporta in auge il detective che lo ha reso celebre tra gli aficionados del genere.

Connelly inizia la propria carriera di scrittore lavorando presso diversi giornali di Daytona Beach e Fort Lauderdale, occupandosi principalmente di cronaca nera. Solo quando si trasferisce a Los Angeles e prende in affitto l’appartamento in cui Chandler risiedeva, Connelly inizia a sviluppare le trame alle quali siamo abituati. Ha inoltre la possibilità di studiare da vicino il lavoro della polizia, particolare di non poca utilità.  Così, ispirato dalla figura di Philip Marlowe, detective saltato fuori dalla penna di Chandler, Connelly traccia il proprio mondo letterario.

Uno dei personaggi più riusciti dello scrittore di Philadelphia è un veterano che ha vissuto gli orrori del Vietnam. Il suo nome è Harry Bosch, detective della Divisione Rapine-Omicidi di Los Angeles. Bosch ha una volontà di ferro, un fascino alla Hugh Laurie e una passione per il jazz. Connelly ne dà una descrizione talmente accurata da renderlo reale agli occhi del lettore.

Chissà se Renée Ballard saprà tenere testa a un tipo del genere.

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