La (nostra) generazione dei pigri

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Nel 2019 i Social Network hanno acquisito sempre più potere su chi li usa, e con la nascita dei meme certe cose sono completamente sfuggite di mano.

Ma partiamo dalle origini.

Che cos’è un meme?

Un meme è un elemento di una cultura o di un sistema di comportamento trasmesso da un individuo a un altro per imitazione. Un meme è, ad esempio, una moda, uno stereotipo, un’immagine, che si propaga tra le persone attraverso la copia o l’imitazione mediante disseminazione e condivisione. Essendo i meme, degli strumenti scientifici e psicologici, esiste proprio la memetica, ovvero la scienza che si occupa dello studio dei memi.

Su Facebook abbiamo una grande quantità di meme, creati e messi a disposizione pubblicamente con l’unico scopo della condivisione, dalle pagine più popolari come #alphawoman, #ilvomitorio, #nonfareniente ecc. ecc.

Se raggruppiamo tutti i meme di tutte le pagine sopracitate, notiamo che hanno un solo filo conduttore: la pigrizia.

Oggi ho raggruppato 7 meme e li ho fatti commentare da ragazzi della stessa generazione, ai quali ho visto condividere spesso questi meme-immagini sui social.

Vi presento Federica, Chiara, Davide, Aldo, Francesca e Wendy.

Wendy: Quando mi ricordo che devo studiare e sto sotto esame mi privo anche del sonno, perché attuo una full immersion, ore di studio no-stop. Poi magari all’esame mi viene sonno.

Davide: io personalmente non frequento l’università, ma studio molto per dei progetti personali e questo meme mi rispecchia molto devo dire. Soprattutto quando fa freddo e magari piove anche e non ho voglia di fare nulla.

Federica: nn mi riguarda perchè nn sono mai andata all’uni … però ricordo quando avevo delle interrogazioni a scuola o mi preparavo per l esame di stato e raramente riuscivo a dormire.

Aldo: Vero fino ad un certo punto: è capitato a volte che mi ero prefissato di studiare presto la mattina,ma a causa della pigrizia e stanchezza, mi svegliavo tardi Anzi, ti posso dire che è vero: quando mi stavo preparando per Zoologia, dovevo studiare i vermi parassiti e, talmente che me li studiai,che la notte me li sognavo, dimostrando anche che la mattina dopo me li ricordavo benissimo.

Francesca: Effettivamente è vero, o si tratta solo di un po’ di pigrizia. Mi capitava spesso il classico momento del “5 minuti e giuro che mi metto a studiare”. È una scusa senza tempo si può dire.

Chiara: Sono d’accordo, penso che sia un pensiero comune per tutti, sai cosa migliora la capacità di apprendimento? Prepararsi il tutto per studiare e poi fissare un punto a caso su un muro bianco in una stanza vuota e pensare al senso della vita.

Wendy: Dipende. Il divertimento a volte è anche un deterrente per l’ansia…

Davide: Questa poco mi riguarda dato che io e l’ansia non ci conosciamo minimamente.

Federica: Questa mi fa ridere perchè mi è capitato in varie occasioni di uscire e distrarmi e poi ricordarmi di “quella cosa che dovevo fare” per cui mi tornava improvvisamente l’ansia.

Aldo: Si Capita quando però mi sto annoiando da qualche parte e tipo i giorni successivi tengo degli esami.

Francesca: Questo è stato il mio mood perenne del 2018. Tipo come se tu stessi guardando un video divertente ma ti ricordi che il giorno dopo hai un compito abbastanza importante e resti paralizzato.

Chiara: E all’improvviso ricordi di non aver ancora iniziato a studiare per l’esame che hai il giorno dopo. Ma… viva la vida!

Wendy: Quando provo a interagire con il resto dell’umanità mi sento sempre forzata, proprio perché sono consapevole che è necessario e importante ma allo stesso tempo non vorrei farlo e allora rischio di risultare finta, non spontanea.

Davide: il 90% delle volte è così. Ecco perché mi stanno tanto sulle palle le persone in generale.

Federica: mi è capitato, come penso a tutti, di trovarmi in dei contesti sociali completamente diversi da ciò a cui ero abituata e infatti non mi trovavo per niente … non riuscivo proprio ad interagire.

Aldo: Non sono d’accordo Perché dipende dal tipo di persone con cui interagisci Tipo al liceo ti rispondevo che sono d’accordo,ma ora all’università ti dico di no,perché ho conosciuto persone che veramente sono da portare in cielo.

Francesca: Questa è una rappresentazione chiara e tonda di me in un qualsiasi posto che non sia casa mia. Una me che prova a socializzare ad una festa dove non conosco nessuno, ad esempio.

Chiara: Ci sono quelle volte in cui vorresti interagire con il resto dell’umanità e te ne esci con qualche battuta ridicola e dopo averla detta vedi le balle di fieno rotolare e senti d’improvviso freddo, questo succede quelle poche volte che provo ad interagire con qualche sconosciuto.

PARTE II —> https://www.periodicodaily.com/la-nostra-generazione-dei-pigri-ii/



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