La Norvegia esorta la Cina ad agire contro gli hacker

Secondo i servizi segreti norvegesi l'attacco hacker al server del Parlamento nordico proviene dal territorio cinese

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Norvegia

Ieri, la Norvegia ha detto che il cyber attacco al proprio parlamento, del 10 marzo, è stato effettuato dalla Cina. E di averne le prove.

Cosa è successo tra Norvegia e Cina?

A marzo, l’attacco nei confronti Microsoft Exchange aveva intaccato milioni di server in tutto il mondo sia pubblici che privati. Gli hacker, attraverso una falla del sistema di sicurezza del software Exchange, erano riusciti ad entrare nel sistema di posta aziendale del parlamento norvegese. La Norvegia ha convocato, ieri, un funzionario dell’ambasciata cinese ad Oslo. A seguito, appunto, dell’intrusione inaccettabile all’interno del proprio server di posta elettronica. Secondo la Norvegia, i responsabili sono hacker residenti sul territorio cinese. Così, la ministra degli esteri ha invitando le autorità cinesi ad adottare misure per prevenire tali pericolose attività di hackeraggio internazionale. Inoltre sette mesi prima, il Parlamento norvegese era già stato colpito da un altro duro attacco informatico. Però, ai tempi, era stato attribuito ad hacker russi.


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L’attacco di Marzo

Il Parlamento norvegese ha annunciato di essere stato vittima, il 10 marzo, di un’azione di hackeraggio. Questa grande azione aveva preso di mira, su scala globale, i servizi di messaggistica Exchange del gruppo Microsoft. Cioè, il servizio di posta elettronica aziendale. La Norvegia per voce della ministra degli esteri, Ine Eriksen Soereide, ha invitato le autorità cinesi ad adottare nuove misure per prevenire gli attacchi hacker che avvengono sul proprio territorio. Poiché l’attacco al sistema Exchange del Parlamento ha compromesso notevolmente il lavoro della più importante istituzione democratica norvegese. Se dovessero avvenire nuovi attacchi il governo della Norvegia reagirà di conseguenza a questi nuovi tipi di intrusione.

La sicurezza della Norvegia che l’attacco proviene dalla Cina

Soereide ha dichiarato che ci sono le prove che gli hacker operano sul territorio cinese. Queste prove provengono da un’indagine effettuata dai servizi segreti norvegesi. Inoltre, molti degli alleati della Norvegia quali l’Unione Europea, la Nato e la stessa Microsoft hanno confermato ulteriori riscontri riguardo l’origine dell’attacco. Anche il governo Usa ha dichiarato che gli attori informatici affiliati al MSS (Ministry of State Security) hanno sfruttato le vulnerabilità di Microsoft Exchange Server in una massiccia operazione di spionaggio informatico.


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Contro la Cina: non sono Norvegia

La dichiarazione della Norvegia, di ieri, è parte di una risposta internazionale coordinata. A capo dell’accusa vi è il Dipartimento di giustizia statunitense e un’intera coalizione di alleati occidentali. Gli Usa hanno, così, accusato il Ministero della Sicurezza di Stato cinese (MSS) di una campagna globale di cyber hacking. L’accusa principale rivolta al governo cinese è quella di lavorare insieme ad hacker criminali per colpire le aziende e poi chiederne il riscatto. I cosiddetti attacchi ransomware. Ieri, il Dipartimento di Giustizia americano, in una dichiarazione pubblica, ha accusato la Cina di compiere attacchi contro aziende e istituzioni nei paesi occidentali per estorcere informazioni fondamentali. Tali informazioni, come si legge nel comunicato, sono di significativo beneficio per le aziende e i settori commerciali cinesi. Infatti, queste informazioni estorte avrebbero permesso di accorciare alcuni processi di sviluppo di prodotti e tecnologie, anche militari.

L’accusa di Blinken

Nel comunicato del segretario di Stato, Antony Blinken, si legge che: “gli USA e i paesi di tutto il mondo stanno giudicando la Repubblica Popolare Cinese (RPC) responsabile del suo modello di comportamento irresponsabile, dirompente e destabilizzante nel cyberspazio. Tale comportamento, difatti, rappresenta una grave minaccia alla sicurezza economica e nazionale. Il Ministero della Sicurezza di Stato della Repubblica Popolare Cinese (MSS) ha favorito un ecosistema di hacker criminali a contratto che svolgono sia attività sponsorizzate dallo stato che crimini informatici per il proprio guadagno finanziario.”

La risposta della Cina alla Norvegia e al mondo

La Cina ha negato le accuse nei propri confronti e per questo l’ambasciata cinese ha richiesto al governo norvegese le prove di tali affermazioni. In una dichiarazione rilasciata a Reuters, tramite email, i cinesi hanno detto che: “Siamo disposti a collaborare con tutte le parti interessate, sulla base di fatti e prove, per combattere insieme le attività illegali nel cyber spazio. Allo stesso tempo, ci opponiamo fermamente alle accuse infondate e alle calunnie verso la Cina e alla politicizzazione delle questioni rilevanti”. L’ambasciata cinese ha, anche, messo in dubbio che le azioni coordinate dei vari paesi nei propri confronti non siano altro che una manipolazione collusiva e politica da parte dell’Occidente.