La noncuranza dei Paesi europei: l’Africa ha bisogno di vaccini

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Campagna vaccinale Africa

La chiamiamo il terzo mondo, ma il relitto che affonda nel buio delle coscienza europee, ha bisogno di aiuto concreto. Ciò al fine di supportare una campagna vaccinale in Africa nella “terra abbandonata da Dio”. Se è tanto vero che si è parlato di un’emergenza mondiale, le cure e le vaccinazioni dovrebbero essere per tutti, nessuno escluso.

Campagna vaccinale in Africa: una terra dimenticata da tutti?

E mentre l’Europa continua la campagna vaccinale, talvolta a tasselli mancanti, la noncuranza verso i meno fortunati incombe come un macigno sulla testa della povertà. Ebbene, perché non si tratta solo di un discorso sociale, ma altrettanto politico. Tra volontari che si battono per le numerose malattie infettive, da tempo nei paesi sviluppati, debellate, c’è un nemico invisibile mondiale: il Coronavirus. Non dobbiamo dimenticarci che questo virus ha valicato i confini del mondo, arrivando ovunque. Altrettanto non dobbiamo finire nel perbenismo sociale di crederci più fortunati solo perché apparteniamo ad un paese sviluppato, contrariamente al terreno africano, dove povertà, miseria, malnutrizione sono il fulcro della lotta fra la vita e la morte. L’Africa non ha solo bisogno di maggiori dosi di vaccino, ma altrettanto di non essere dimenticata. L’organizzazione “Medici con l’Africa” punta a raccogliere fondi per incrementare le vaccinazioni, in un paese colpito più che mai dalle malattie di varia natura.


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La campagna di sostegno organizzativa

Mediante il sito di “Medici con l’Africa” sarà possibile effettuare donazioni per sostenere la campagna mirata al vaccino contro il Coronavirus. I medici che si battono in prima linea devono essere tutelati e, come loro, tutti gli operatori sanitari che sono esposti a maggiori rischi di salute. L’importanza delle azioni concrete si sviluppano muovendosi i senso univoco, ritenendo cioè importante, non solo, ma soprattutto un paese sottosviluppo e carente come l’Africa. Un aiuto che non deve però derivare solo da singolo cittadino, ma dalle istituzioni e dai Governi che, in prima linea si devono battere politicamente e socialmente, mettendoci la faccia, come il personale medico sta facendo da tempo.

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