La noce di mare mangia i propri figli per superare l’inverno

La noce di mare supera i rigidi inverni in mare nutrendosi della sua stessa prole. Ma non è l'unica particolarità che possiede.

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noce di mare

La noce di mare (Mnemiopsis leidyi), un animale simile alle meduse, ha sviluppato una strategia particolare per sopravvivere ai rigidi inverni delle acque in cui vive.

A quanto pare, questo Cnidario, verso la fine dell’estate produce una grande quantità di piccoli della quale poi si nutre per circa 3 settimane. Un vero e proprio atto di cannibalismo.

In seguito a questa scorpacciata pre-invernale è in grado di vivere per altri 80 giorni senza nutrirsi grazie alle riserve accumulate mangiando la propria prole.

Le mille strategie della noce di mare

Lo studio pubblicato nella rivista Communications Biology ci mostra l’ennesima strategia che permette a questi animali di sopravvivere a diverse condizioni marine, anche ostili per molti altri animali, e a diffondersi con ampi numeri.

Ad esempio la noce di mare è anche in grado di proliferare sia in acque calde che fredde, o con gradi di salinità più bassi come quelli presenti nelle foci dei fiumi.

Si tratta anche di un vorace predatore. Il movimento delle ciglia sul suo corpo gli permette di filtrare grandi volumi d’acqua e nutrirsi di una grande varietà di zooplancton.

Dannosa per l’ambiente e l’economia

La sua voracità rende la noce di mare meritevole di entrare a far parte della lista delle 100 specie invasive più dannose al mondo.

Infatti, introdotta involontariamente in mari diversi da quelli di origine, sta causando non pochi problemi ad altre specie animali che si nutrono anch’esse di zooplancton.

In zone come il Mar Baltico e il Mar Nero sta causando una forte riduzione di diverse specie ittiche sia nutrendosi delle loro uova e dei piccoli, sia riducendo la fonte alimentare primaria per diverse specie di pesci.

Così facendo mina gravemente anche l’economia basata sulla pesca di questi mari.

Come se non bastasse questi strani animali sono anche ermafroditi. Di conseguenza anche un singolo individuo può deporre e fertilizzare decine di migliaia di uova.

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