Dragonfly (Libellula) è il nome del drone che volerà su Titano, la luna più grande di Saturno.
IL progetto ambizioso della Nasa prevede che questo grande drone, della grandezza di un’utilitaria, eplori il territorio di questa luna che, insieme alla terra, soo gli unici corpi celesti del sistema solare ad avere oceani in superficie che, a differenza di quelli terrestri, sono formati da idrocarburi.
Secondo gli scienziati della Nasa, questo aspetto di Titano ricorderebbe molto la terra quando era agli albori.

Il lancio del drone è previsto per il 2026 (arriverà nel 2034) e durerà circa due anni e mezzo la missione. Atterrerà nell’equatore della luna, esplorerà il territorio in cerca di qualche forma di vita primitiva. Gli studiosi asseriscono che, nel cratere Selk presente su Titano (largo circa 80 km) ci possa essere dell’acqua liquida.

Jim Bridenstine, amministratore capo della Nasa, ha commentato il progetto:”Si tratta di una missione impensabile solo pochi anni fa, Titano è l’unica luna del Sistema Solare con una densa atmosfera, e siamo molto eccitati di vedere che cosa Dragonfly scoprirà.”.

In realtà i cieli di Titano sono stati già esplorati dal progetto Cassini organizzato da Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi), conclusasi nel mese di settembre del 2917.

il drone è farmato da ha otto rotori ed ha la capacità di volare come un grande drone, sarà di aiuto anche la densa atmosfra della luna (4 volte più densa di quella della terra). Dragonfly inoltre campionerà il materiale che avrà davanti, in modo da esser successivamente analizzato.

Ma prima che venga lanciato il drone passeranno ancora 7 anni, poi bisognerà aspettare altre 8 anni prima che arrivi fin sulla luna, per poi viaggiare per due anni e mezzo anzi, nello specifico, due anni e sette mesi. Bisognerà avere un pò di pazienza prima di scoprire cosa ci riserva questa missione.

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