La morte del più grande Lago del Mondo

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La morte del più grande lago del mondo è avvenuta in Asia. Sostenere che l’uomo non è in grado di modificare l’ambiente è follia, è un negazionismo insensato, delinquenziale.

La morte del più grande lago del mondo è avvenuta in Asia sostenere che l’uomo non è in grado di modificare l’ambiente è follia, è un negazionismo insensato, delinquenziale, essendo dimostrato ampiamente, non solo dalla scienza, ma da centinaia di migliaia di fonti fotografiche. L’era sovietica portò ad una forte industrializzazione del settore agricolo in Asia Centrale. Ci fu un’espansione della coltivazione del cotone (il cosiddetto oro bianco) ed un aumento dei cereali e di altre colture di base. Una particolare attenzione è stata data alla gestione dell’acqua agricola nella regione, istituendo, già nel 1923, l’attuale Tashkent Institute of Irrigation and Agricultural Mechanization Engineers.

Missione idraulica. La missione idraulica (ovvero l’ideologia della conquista delle risorse idriche, del miglioramento della natura per i bisogni della società umana mediante l’ingegneria delle infrastrutture) ha raggiunto l’apice nell’Asia Centrale dai primi anni ’50 fino agli anni ’80. Vennero costruite enormi infrastrutture di ingegneria idraulica come, ad esempio, il Canale del Karakum, uno dei canali di approvvigionamento idrico più lunghi del mondo (1.375 km di lunghezza). Si attribuiscono a tali infrastrutture le colpe per il disseccamento del Lago d’Aral.

Le infrastrutture in Asia Centrale consistevano in serbatoi, nella canalizzazione, negli argini e nell’irrigazione intensiva, spesso supportata dall’utilizzo di stazioni di pompaggio per la perforazione delle acque sotterranee ma anche per la deviazione dell’acqua dolce verso numerosi canali primari e secondari. I due grandi fiumi Amu Darya e Syr Darya furono molto sfruttati, per questo scaricarono sempre meno acqua nel lago d’Aral in cui si riversavano. Ciò portò alla salinizzazione e alla creazione del deserto di Aralkum.

Water-energy-food. L’Asia centrale è stata una delle poche regioni al mondo in cui è stato introdotto il concetto di nesso acqua-energia-cibo, senza considerare, però, i danni irreversibili causati alle stesse fonti d’acqua che hanno fatto progredire la regione. I gravi impatti erano noti già dall’era di Gorbaciov, ma il crollo sovietico aumentò l’entità del disastro dell’Aral poiché non c’erano fondi per mitigare e invertire il processo di prosciugamento del lago.

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Sicurezza idrica. All’indomani del crollo sovietico nel 1991, i paesi dell’Asia centrale, ormai indipendenti, si battevano per la sicurezza idrica. I paesi a monte e più poveri del Tagikistan e del Kirghizistan stavano lottando per aumentare il loro potenziale idroelettrico e per fornire energia domestica sufficiente per tutti, soprattutto nella stagione invernale. Mentre i paesi a valle, Uzbekistan, Kazakistan e Turkmenistan, chiesero di mantenere le loro quote di acqua agricola dell’epoca sovietica.

Il regime di Mirziyoyev in Uzbekistan ha incoraggiato iniziative di regionalizzazione riguardo i sistemi energetici, idrici e alimentari in Asia Centrale, e ha proposto di sostenere la costruzione di bacini multiuso a monte in cambio della condivisione dei benefici sull’approvvigionamento energetico e della fornitura di irrigazione. Iniziative di cooperazione regionale sono state prese anche in Kazakistan, concentrandosi ulteriormente sul ripristino dell’Aral attraverso il noto risveglio del piccolo Aral o, come meglio noto, Lago d’Aral del Nord.

La regionalizzazione è la priorità. Dalle iniziative di ripristino precedenti e attuali si può apprendere che, se non viene seguito un approccio regionale nei confronti della conservazione dell’acqua, della politica agricola e delle priorità idriche tra i paesi dell’Asia centrale, gli sforzi difficilmente arriveranno a buon fine. La regionalizzazione deve essere prioritaria non solo per la mitigazione della desertificazione del Lago d’Aral, ma anche per il rilancio di un approccio acqua-energia-cibo-clima: si deve sostenere la crescita economica e la solidità dei paesi dell’Asia centrale, migliorando anche la conservazione dei corsi d’acqua.

Fonte: Meteo Giornale