La moda adattiva sta diventando realtà

La moda adattiva non è più una chimera: sono in aumento le aziende, anche quelle dell'abbigliamento di lusso, che stanno realizzando abiti per le persone disabili.

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Collezioni moda adattiva
La moda si apre all'abbigliamento adattivo.

Il settore dell’abbigliamento sta finalmente abbattendo le sue barriere, aprendosi all’inclusività. Ad esempio, in questi ultimi anni è diventato usuale vedere in passerella modelle di diverse etnie, oppure abiti di taglie più grandi. Allo stesso tempo, sta facendo degli importanti passi in avanti la cosiddetta moda adattiva, rivolta a persone disabili. In questi tre mesi, alcune aziende molto conosciute in tutto il mondo come Erdem e JCPenney hanno presentato le loro collezioni per i consumatori che hanno delle disabilità.

Stando agli ultimi dati statistici, si stima che in tutto il mondo ci sia almeno un miliardo di persone (il 15%) che ha una disabilità. La moda adattiva prevede dei particolari accorgimenti per far sì che anche chi ha un determinato disturbo possa comunque indossare abiti di tendenza: per rendere più accessibili alcuni capi, sono state eliminate le cerniere posteriori.

Alex Waldman, direttore creativo di Universal Standard, è uno dei pionieri della moda adattiva. Ha dichiarato che basta avere un pizzico di attenzione in più per riflettere su quali cambiamenti apportare per rendere un vestito accessibile. Di recente, avvalendosi della collaborazione del designer Erdem Moralıoğlu, Waldman ha presentato una nuova linea di jeans inclusivi con delle chiusure che si possono allacciare anche con una sola mano.

L’impegno del settore dell’abbigliamento per la moda adattiva

Il 15 luglio JCPenney ha lanciato sul mercato la collezione per bambini Thereabouts, formata da capi adatti ai piccoli che soffrono di forme di disabilità. Tra le proposte, troviamo le felpe con le chiusure a strappo, oppure le cerniere magnetiche. Una grande novità è data dalle cosiddette cuciture sensoriali, rivolte in particolare alle persone autistiche che di solito possono essere particolarmente sensibili alle etichette oppure a dei punti ruvidi degli abiti.

Il settore della moda, inoltre, si sta battendo affinché l’abbigliamento inclusivo non venga percepito come qualcosa di “diverso”. Non a caso, questi abiti vengono equiparati a tutte le altre categorie senza alcun tipo di distinzione. Universal Standard, ad esempio, non ha una sezione a parte per i vestiti adattivi o per le taglie grandi.

La moda inclusiva è in costante crescita

Anche le aziende di lusso si stanno aprendo alla moda adattiva. Il primo è stato Tommy Hilfiger che, avendo un figlio disabile, già nel 2016 ha realizzato la sua prima collezione (Tommy Adaptive) per l’inclusività. Inoltre la società statunitense ha anticipato che a partire dal 2021 lancerà due nuove collezioni adattive all’anno, e non più soltanto una come aveva fatto in passato. Il Gruppo LVMH, intanto, ha fatto sapere che presto anch’esso proporrà la sua prima linea di abiti adattivi.