Abbiamo incontrato Paola Chiappini, autrice di un interessante volume dal titolo “Anselmo d’Incisa medico della Genova medievale”, edito da Golden Press. L’opera percorre in parallelo la vita di questo medico medievale, vissuto a cavallo tra XIII e XIV secolo, lo sviluppo urbanistico di Genova, sua principale sede, e la pratica della medicina dell’epoca. Abbiamo parlato con l’autrice per scoprire i motivi alla base di una simile ricerca.

“Da dove è partito l’interesse per questo personaggio, ai più sconosciuto?”

“Da mera curiosità nel vedere un arcosolio posto sotto il campanile di Santa Maria delle Vigne a Genova, ogni volta che passavo di lì, ma anche nel cercare di decifrare una lapide consumata dal tempo posta all’interno del chiostro dell’omonima basilica”.

“Anselmo d’Incisa: personaggio di cui non si parla molto, ma che pare abbia curato persino Papa Bonifacio VIII”

“Ebbene sì, Anselmo giunto fino a Roma! Personaggio davvero poco conosciuto, anche se per l’epoca era considerato uno di livello: studi a Montpellier, esercizio della professione a Genova, fino a giungere dal Papa. Un bel percorso direi…”

“Esistono documenti su un periodo così datato o ha incontrato molte difficoltà?”

“Pensando che parliamo di sette secoli fa, devo ammettere che Genova mette a disposizione archivi e biblioteche di livello. E’ stato davvero interessante partire da un primo documento, trovarvi altri riferimenti e da questi altri ancora, senza sosta, fino a Montpellier, fino a Incisa Scapaccino e oltre”

“Lei è autrice di altre pubblicazioni: un romanzo, e un libro di racconti per bambini scritto in lingua inglese. Come mai questi cambiamenti di genere letterario così diversi?”

“Forse perché è come mettersi alla prova, accettare nuove sfide, o forse per trasmettere un messaggio spiegato in modi diversi. La letteratura per l’infanzia la considero una grande prova: da adulti scrivere per bambini non è facilissimo, poi farlo in un’altra lingua rispetto a quella madre è un’ulteriore difficoltà. Ma è stata una bella esperienza, anche durante le presentazioni presso le scuole italo-americane e italo-britanniche d’Italia. Il romanzo, invece, è un genere che noi italiani abbiamo nelle corde…”

“Questa ricerca storica scorre veloce nonostante l’argomento a tutta prima possa sembrare non accessibile a tutti. L’esposizione fluida come strumento per attrarre il lettore?”

“Certamente faccio fatica a pensare di poter leggere un libro dove si inciampa ad ogni passo. La conoscenza grammaticale e lessicale è componente fondamentale, ma credo conti molto anche la passione con la quale si decide di affrontare un argomento, dal più semplice al più impegnativo”.

“Un’ultima domanda, prima di congedarci: ha altri progetti culturali in cantiere?”

“Naturalmente sì: altre forme artistiche che si fondono con la parola per creare un ulteriore messaggio che ho nel cuore, magari legato alla Regione, la Liguria, e alla città, Genova, dove vivo. Per adesso è in fase embrionale, poi si vedrà cosa viene fuori”.

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