La Luna e il “giallo” dell’atmosfera: la rivelazione choc dei ricercatori della Nasa

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Il nostro satellite lunare potrebbe essere stato molto diverso 3,5 miliardi di anni fa: molto probabilmente sarebbe differente da quella che oggi siamo abituati a visionare.

Si tratterebbe di una rivelazione choc che uno studio scientifico condotto da un team di ricercatori americani della NASA, il quale ha raccolto prove scientifiche interessanti, al limite del noir.

La Luna potrebbe, infatti, aver posseduto un’atmosfera propria, circa 3,5 miliardi di anni fa: gli scienziati americani ritengono che il nostro satellite avrebbe avuto un’atmosfera più significativa di quella odierna.

Allora, cosa è cambiato? Eruzioni vulcaniche hanno espulso gigantesche nuvole sopra la superficie del satellite, immettendo una grande quantità di gas che sono stati trattenuti dalla gravità della Luna.

Oggi, il nostro satellite non possiede un campo magnetico sufficientemente forte e ha una massa di dimensioni contenute tale da non garantirle la possibilità di “trattenere” una propria atmosfera, che sarebbe stata “spazzata via” dai venti solari e dissipata nel cosmo.

La scoperta dei ricercatori americani confermerebbe il fatto che, per un breve periodo, la Luna avrebbe effettivamente avuto una propria atmosfera.

Una rivelazione choc questa che getta un po’ di mistero sul tanto amato satellite, tanto encomiato da Giacomo Leopardi che, dall’”ermo colle”, contemplava la luna, il simbolo più visivo ed immediato dell’universo.

Il “Giallo” della Luna: la presenza dell’atmosfera

Un nuovo studio scientifico condotto dagli scienziati della NASA ad Huntsville, in Alabama avrebbe rilevato che gli antichi vulcani presenti sul satellite lunare producessero un’atmosfera temporanea che sarebbe sopravvissuta ben 70 milioni di anni, prima che i venti solari la portassero via e la facessero dissipare nel cosmo.

“Residui” di un’atavica atmosfera lunare e basalto vulcanico sarebbero le prove scientifiche a favore di questa nuova ricerca e rivelazione sul nostro caro satellite.

La superficie lunare, come si evince puntando gli occhi al cielo, sarebbe caratterizzata da crateri vulcanici al cui interno è possibile rinvenire tracce di basalto vulcanico.

Gli astronauti delle missioni Apollo avrebbero raccolto campioni di basalto vulcanico per analizzarli e scoprire qualcosa di più in merito a quanto successe 3,5 miliardi di anni fa.

Nell’analizzare i composti di monossido di carbonio e di altre componenti gassose, il team di ricercatori della NASA avrebbe confermato che il nostro satellite lunare avrebbe raggiunto il “picco” della sua attività vulcanica nel periodo in cui la stessa aveva una sua atmosfera che, seppur sottile, resistette per ben 70 milioni di secoli.

E, non finisce! La scoperta scientifica avrebbe rivelato che la distanza tra la Terra e la Luna sarebbe stata tre volte inferiore di quella attuale e il satellite appariva molto più “gigante” nel cielo terso.

I nostri antenati avrebbero, secondo la ricerca, avrebbe goduto di uno spettacolo lunare più magico: una Luna gigante che avrebbe illuminato il Pianeta Terra ad una minore distanza.

Luna e le riserve di ghiaccio: una mappatura sulla presenza di acqua

La ricerca suggerisce che gli elementi volatili componenti l’atmosfera lunare potrebbero essere rimasti “intrappolati” in aree fredde nelle calotte polari.

Una scoperta ed una tesi questa che validerebbe la possibile esistenza di ghiaccio utilizzabile come bevanda per i futuri astronauti in visita sul satellite.

Le riserve di ghiaccio potrebbero contribuire a produrre anche carburante per eventuali operazioni future sulla superficie lunare. Una prima mappatura delle riserve di acqua presente sul nostro satellite sono state condotte dagli scienziati della Brown University.

In effetti, sulla Luna ci sono prove di presenza d’acqua praticamente ovunque, non solo nelle calotte polari come i ricercatori avevano creduto ad una prima analisi ma, in tutta la superficie.

Una scoperta questa che ha lasciato tutta la comunità scientifica stupefatta; inoltre, le concentrazioni di acqua sarebbero soggette a fluttuazioni durante le giornate anche se, non sono ben chiare quali possano essere le principali cause che le cagionino.

Un vero e proprio giallo questo, una scoperta “noir” che porta l’umanità e la comunità scientifica a visionare la Luna con un occhio sostanzialmente diverso da quanto fatto finora.

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