La libertá di vivere, di morire e di fare tante altre cose

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Sulla tragica vicenda di Fabiano Antoniani – che l’attitudine dei media per la semplificazione fonetica ha continuato a chiamare DJ Fabo – è già stato detto e scritto di tutto. La recente sentenza della cassazione apre uno spazio possibile per una politica storicamente ostaggio dell’ingombrante presenza del vaticano in Italia.

“Non è sempre punibile chi […] agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. hanno affermato i massimi vertici della giurisprudenza, rinviando al parlamento il compito di legiferare in merito.

I medici anestesisti cattolici si appelleranno all’obiezione di coscienza

Per tutta risposta, l’Associazione medici anestesisti cattolici ha dichiarato che i suoi iscritti – circa 4000, che lavorano anche in ospedali pubblici – si appelleranno all’obiezione di coscienza, rifiutandosi di seguire le indicazioni dei malati gravi che chiedono di morire.

Ognuno di noi, in modo più o meno consapevole, ha sviluppato un’etica personale a cui conforma il proprio comportamento, e – almeno sino a quando manterremo la nostra identità di Stato laico – può aderire liberamente ad una religione e ai suoi precetti; va da sé che tutto questo attiene alla sfera personale.

La sfera pubblica è invece regolata attraverso la legge dello Stato, ispirata ad un’etica minima, condivisa, necessaria per fissare i limiti della convivenza civile. La legge dello Stato è lo strumento che distingue i comportamenti illeciti da quelli leciti, all’occasione tutelando diritti (anche di minoranze) se ritenuti tali.

La legge può garantire un diritto che alcuni possono decidere di non esercitare, ma non per questo ritenere non essere oggetto di tutela

In questo delicatissimo processo di adeguamento normativo – costantemente in evoluzione di pari passo con le trasformazioni sociali – la valutazione individuale è necessariamente subordinata a quella pubblica, nel senso che la legge può garantire un diritto che alcuni possono decidere di non esercitare, ma non per questo ritenere non essere oggetto di tutela.

Una persona può essere libera di non approvare la pratica dell’aborto, ma ciò non implica impedire a qualcuno che la pensa diversamente di poterlo praticare, e soprattutto di poterlo fare in tutta sicurezza all’interno di una struttura pubblica. Stesso discorso per l’eutanasia, e per tante altre cose che esistono e che lo Stato ha il dovere di normare.

Le riserve dei medici cattolici sono pienamente comprensibili, ma non per questo giustificabili: nessuno può chiedere loro di derogare alla loro coscienza, a patto però che lascino il loro posto di lavoro in una struttura pubblica nel momento in cui l’eutanasia dovesse essere normata. Ciò che non è successo quando è entrata in vigore la legge che regola l’interruzione di gravidanza, oltre 40 anni fa.

Libertà è dare ad ognuno la possibilità di scegliere, non di impedire ad altri di farlo in ragione del proprio punto di vista.

Legge ed etica personale (precetti religiosi inclusi) possono coincidere nell’individuo ma non nella società: se accade il contrario ci troviamo all’interno di un regime religioso fondamentalista, non importa a quale supposto dio o insieme di valori faccia riferimento.

Libertà è dare ad ognuno la possibilità di scegliere, non di impedire ad altri di farlo in ragione del proprio punto di vista.

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Sono nato a Firenze nel 1968. Dai 19 ai 35 anni ho speso le mie giornate in officine, caserme, uffici, alberghi, comunità – lavorando dove e come potevo e continuando a studiare senza un piano, accumulando titoli di studio senza mai sperare che un giorno servissero a qualcosa: la maturità scientifica, poi una laurea in “Scienze Politiche”, un diploma di specializzazione come “Operatore per le marginalità sociali”, un master in “Counseling e Formazione” ed uno in “Programmazione e valutazione delle politiche pubbliche”, un dottorato di ricerca in “Analisi dei conflitti nelle relazioni interpersonali e interculturali”. Dai 35 ai 51 mi sono convertito in educatore, progettista docente universitario, sociologo, ma non ho dimenticato tutto quello che è successo prima. È questa la peculiarità della mia formazione: aver vissuto contemporaneamente l’esperienza del lavoro e quella dello studio – due percorsi completamente diversi sul piano materiale ed emotivo, che trovano un punto di sintesi nell’acquisizione di esperienze e nella ricerca di strumenti in grado di analizzarle. Ho buttato via un’enormità di tempo, e pubblicato qualcosa: alcuni racconti e poesie (primo classificato premio letterario nazionale Apollo d’oro, Destinazione in corso, Città di Eleusi), ho esordito nel romanzo con "Le stelle sul soffitto" (La Strada, 1997), a cui è seguito il primo noir "Sotto gli occhi" (segnalazione d’onore Premio Mario Conti Città di Firenze, La Strada, 1998); ho vinto i premi Città di Firenze e Amori in corso/Città di Terni per la sceneggiatura del cortometraggio "Un’altra vacanza" (EmmeFilm, 2002), e pubblicato il racconto "Solitario" nell’antologia dei finalisti del premio Orme Gialle (2002). Finalista anche nel 2014 al festival letterario Grado Giallo, sono presente nell’antologia 2016 del premio Radio1 Plot Machine con il racconto "Storia di pugni e di gelosia" (RAI-ERI). Per i tipi di Delos Digital ho scritto gli apocrifi "Sherlock Holmes e l’avventura dell’uomo che non era lui" (2016), "Sherlock Holmes e il mistero del codice del Bardo" (2017), "Sherlock Holmes e l’avventura del pranzo di nozze" (2019) e il saggio "Vita di Sherlock Holmes" (2017). Sociologo, mi occupo di ricerca sui temi della politica, della comunicazione, della disabilità, della violenza di genere, e svolgo attività di docenza e formazione in ambito universitario. Tra i miei ultimi saggi: "Modelli sociali e aspettative" (Aracne, 2012), "Undermedia" (Aracne, 2013), "Deprivazione Relativa e mass media" (Cahiers di Scienze Sociali, 2016), "Scenari della postmodernità: valori emergenti, nuove forme di interazione e nuovi media" (et. al., MIR, 2017), Identità, ruoli, società (YCP, 2017), "UniDiversità: i percorsi universitari delgi studenti con svantaggio" (et. al., ANCI, 2018). Con "Linea Gotica" (Damster, 2019) ho vinto il primo premio per il romanzo inedito Garfagnana in giallo Barga noir. Il breve saggio "Resistere è fare la nostra parte" è stato pubblicato nel numero 59 della rivista monografica Prospektiva dal titolo “Oltre l’antifascismo” (2019). Dal 2015 curo il mio blog di analisi politica e sociale osservatorio7 (www.osservatorio7.com, oggi su www.periodicodaily.com). Tutto questo, tutto quello che ho fatto, l’ho fatto a modo mio.

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