La lettera perduta di Galileo Galilei è stata ritrovata

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Ritrovata la lettera “eretica” di Galileo. Scoperta per puro caso nella biblioteca di Londra della Royal Society da un giovane italiano, Salvatore Ricciardo, ricercatore dell’università di Bergamo. La lettera di sette pagine, scritta all’amico Benedetto Castelli, matematico dell’Università di Pisa è datata 21 dicembre 1613 e firmata GG. La lettera fornisce la prova della sua battaglia con le autorità religiose, Galileo si impegnò attivamente nel controllare i possibili danni e placare le polemiche.

Galileo: La lettera ritrovata una prova inconfutabile?

Ci sono molte copie della lettera e ne esistono due versioni diverse. Una venne inviata all’Inquisizione a Roma il 7 febbraio del 1615 dal frate domenicano Niccolò Lorini. L’altra con un linguaggio meno “incendiario” è quella andata perduta. La lettera originale è stata in possesso della Royal Society per due secoli e mezzo. Sfuggita all’attenzione degli storici anche perché catalogata con una data errata. Salvatore Ricciardo ha collaborato con illustri colleghi. Insieme a Franco Giudice dell’Università di Bergamo e allo storico della scienza Michele Camerota dell’Università di Cagliari, descrive i dettagli e le implicazioni della lettera. La lettera e gli studi sono in un articolo in stampa presso la Royal Society Journal Notes and Records.

Attualmente solo Allan Chapman, storico della scienza all’Università di Oxford, si è espresso sul ritrovamento. Chapman afferma: “il documento è così prezioso che permetterà nuove intuizioni relative a quel periodo critico“.


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