San Faustino è patrono di Brescia e «protettore dei single».

Viene decapitato a Brescia, dove si era anche convertito. Condivide l’esperienza con il fratello Giovita, nel pieno della vita accidentata dei primi cristiani del II secolo.

La «Leggenda Maior» narra che fossero protetti da Dio e racconta di diversi miracolosi episodi.

L’assegnazione del titolo di patroni della città avvenne nel IX secolo durante la processione verso San Faustino Maggiore. Si dice che la processione si fermò nei pressi della chiesa e le reliquie dei due martiri cominciarono a trasudare sangue.

La festa di San Faustino e Giovita

A Brescia è sinonimo di una sola cosa: la festa dei Santi Faustino e Giovita, patroni della città.

Si sente già il tramestio dei piatti che vengono sbattuti uno sopra l’altro e l’inconfondibile voce che ogni anno anima di festa la Leonessa d’Italia. Miriadi di bancarelle colorano palati e sorrisi di mille sapori e sfumature differenti.

Imperdibilie il Tirapicio o anche detta Tiramolla. La classica stringa dal sapore misto mou/liquirizia che si trova nei sacchetti di tutte le persone che terminano la visita della fiera di San Faustino.

Per i bresciani, questa è la quotidianità del 15 di febbraio che si ripropone poi qualche giorno più tardi a Sarezzo.

Il vicino San Valentino

È molto verosimile che San Faustino sia diventato, magari suo malgrado, protettore dei single solo per il fatto di trovarsi lì pronto per essere acciuffato dal mercato.

Un po’ per par condicio, un po’ perché ogni scusa è buona per far festa. In questo modo si da la possibilità di festeggiare anche a chi il giorno prima e’ andato a lavorare come se niente fosse.

Probabile che tra Faustino e il fratello Giovita abbia vinto il primo per ovvie ragioni fonetiche: rendeva meglio l’idea del contraltare e la musicalità della rima, caldamente consigliata per la riuscita delle varie attività di marketing.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here