La leggenda di Lucrezia Borgia: femme fatale del Rinascimento

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Lucrezia Borgia
Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia è un personaggio emblematico del Rinascimento, al centro di leggende e intrighi, scandali e misteri non ancora risolti.

La vita di Lucrezia Borgia

Una vita avventurosa quella di Lucrezia Borgia, nata a Subiaco il 18 aprile 1480, figlia del cardinale Rodrigo Borgia, divenuto in seguito papa con il nome di Alessandro VI. Nel 1493, a soli 13 anni, Lucrezia viene data in sposa a Giovanni Sforza, con il quale si sposta a Pesaro. Qui la donna verrà rapita dai francesi e liberata grazie al pegno del padre. Il matrimonio con lo Sforza, tuttavia, non è più ritenuto conveniente da papa Alessandro che, quindi, decide di annullarlo perché non consumato. Poco dopo, però, nasce il primo figlio, Giovanni, mai ufficialmente riconosciuto. Iniziano così a circolare le voci di un presunto incesto: Giovani, secondo le voci, sarebbe il figlio avuto da Lucrezia con il fratello Cesare. Il secondo matrimonio si celebra con Alfonso d’Aragona, successivamente ucciso da un sicario del duca Valentino per gelosia. Le terze nozze avvengono nel 1501 con Alfonso d’Este, signore di Ferrara, da cui Lucrezia avrà sette figli, nonostante i reciproci tradimenti. Gli ultimi anni della vita di Lucrezia Borgia sembrano un’inversione di marcia: la donna entra nel terzo ordine francescano indossando il velo fino alla morte di parto, avvenuta a soli 39 anni a Ferrara il 24 giugno del 1519.

La leggenda della dama avvelenatrice

Libertina per fantasia, empia ed ambiziosa: è questo il ritratto che la storia ha conservato di una delle donne più famose del Rinascimento. La sua fama di donna incestuosa, alimentata dai continui pettegolezzi, si intrecciano a quelli della “dama avvelenatrice”. Pare, infatti, che Lucrezia Borgia avvelenasse i suoi tanti amanti con la cantarella, micidiale veleno di cui i Borgia sembra facessero uso. La fama di avvelenatrice fu ratificata da Victor Hugo nel dramma “Lucrezia Borgia”, seppure non ci siano prove certe. La storia, però, non ha bisogno di certezze. Probabilmente, l’unica vera colpa di Lucrezia fu di nascere con il cognome Borgia. Essendo donna, il ruolo che Lucrezia poté ricoprire nella rete famiglia, fitta di intrighi e passioni, fu quello di sposa e madre. Se anche il ritratto di femme fatale assegnatole dalla storia fosse veritiero, certo è che Lucrezia non poté sceglierlo liberamente.