La “lapalissianità” di Vujadin Boškov e la sorte felice dell’ Ajax.

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“Partita finisce quando arbitro fischia.”. Sentendo certe, storiche, dichiarazioni, viene inevitabilmente da sghignazzare. Così palesemente, ovvie, logiche e lampanti che con arroganza ed ironia si darebbe del “genio” a Vujadin Boskov per averle pronunciate. Eppure la genialità di tali affermazioni è proprio insita nel manifestarle, nonostante siano lapalissianamente sotto gli occhi di tutti.
Lo scontato è scontato nella misura in cui venga tenuto presente. Un esempio? Lione-Ajax. Ripercorriamo.
Siamo al Parc OL, si gioca la semifinale di ritorno di Europa League, in palio l’ accesso alla finale di Stoccolma. I lancieri forti di un vantaggio cospicuo, vista la vittoria per 4-1 nella gara di andata, si presentano in casa del Lione per legittimare l’ accesso all’ atto conclusivo della manifestazione. Entrambe le squadre, hanno spartiti, seppur differenti, che prediligono una chiave di violino dal carattere offensivo. Poca è la cura del proprio castello, ed intorno ad esso non vi è alcun fossato, come dimostrato nella gara della Johan Cruijff arena. Ci si aspetta quindi, un incontro a viso aperto.
Attese non deluse. Il match vive di illuminazioni estemporanee e grossolani errori difensivi, le occasioni da rete sono un clichè. Il Lione però sembra capitolare già al 27′. Dolberg, talentino sbarbatello, mostra a tutti ciò che di più simile può esserci nel calcio ad una sinfonia di Mozart. Un pallonetto lievissimo e vellutato, partorito dal connubio di Estro e Classe. Non c’è del marcio in Danimarca. Dopo uno spettacolo del genere, il sipario sembra già pronto ad esser calato, e i giovincelli biancorossi sembrano, tutto sommato, convinti di ciò. Errore. I francesi stoicamente tenaci, sono ancora vivi. Aggrappati disperatamente al loro fuoriclasse Alexandre Lacazette. Uno per il quale un certo Thierry Henry ha sentenziato: “Un ragazzo con quel talento, non può permettersi di essere mediocre.”, un dio del calcio non si pronuncia casualmente. Detto fatto, Alexandre, risveglia il “leone” e rimette in partita in due minuti i suoi compagni, mandando in visibilio lo stadio. 2-1 a fine primo tempo. Questo duello ha ancora qualcosa da raccontare.
La ripresa è una ricerca disperata del gol che la speranza, la riconferirebbe copiosamente ai francesi. Si vive di emozioni, e come il vento soffia incoerentemente così le occasioni fioccano. Prima sui piedi di Fekir, poi con il palo degli olandesi. La sabbia nella clessidra è quasi totalmente trapassata, ed arriva il ruggito del Parc OL. All’ 80′ Ghezzal fa 3-1. E rigira la clessidra stessa, esaltando per l’ Ajax la concezione soggettiva del tempo “Bergsoniana”. Dieci minuti interminabili per i ragazzini olandesi. Che hanno fine con lo spavento più grande, quello che avrebbe portato il tutto ad oltranza, e che probabilmente li avrebbe condannati, perché si sa che il facile è cadere, non rialzarsi, soprattutto psicologicamente. Cornet di un millimetro, all’ 87′ la manda al lato. Il fato. Passa l’ Ajax.
La lezione non sarà stata totale, ma Boskov dopo tutto, aveva ragione. Per usar un’ immagine infanile, è scontato che sotto il letto non ci sia l’ uomo nero, ma la luce si spegne sempre dopo aver controllato. La sorte poi domina il mondo e da demiurgo lo modella, imbronciandosi e sorridendo. In questo caso ammiccando all’ Ajax, audaci giovani premiati. Dopo 21 anni, quindi, gli olandesi tornano a disputare una finale europea. Bizzarro è scoprire che la rosa ha un età media di 22 anni. Chissà che il fato non li abbia modellati predestinati. Appuntamento a Stoccolma dove lo United aspetta, e l’ ingegno umano non potrà bastare.
Tabellino:
Olympique Lione-Ajax 3-1
Olympique Lione (4-2-3-1): A.Lopes; Rafael, N’Koulou, Diakhaby, Morel (74′ Rybus); Gonalons, Tolisso; Cornet, Fekir, Valbuena (77′ R.Ghezzal); Lacazette. All. Bruno Génésio
Ajax (4-3-3): Onana; Veltman (65′ Tete), D.Sánchez, de Ligt, Viergever; Klaassen, Schöne (59′ van de Beek), Ziyech; B.Traoré; Dolberg, Younes (82′ J.Kluivert). All. Peter Bosz
Marcatori: 27′ Dolberg (A); 45′ rig. e 45+1 Lacazette (L), 81′ R.Ghezzal (L)
Arbitro: Szymon Marciniak (Polonia)
Ammoniti: 18′ Morel, 19′ Tolisso, 48′ Diakhaby, 49′ Veltman, 50′ Klaassen, 61′ N’Koulou, 61′ Fekir, 68′ Viergever
Espulsi: 84′ Viergever (A)