La guerra esiste anche se non ne parliamo

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Tutti i bambini conoscono la tachipirina, anche se hanno paura delle medicine sanno a cosa serve e man mano che crescono imparano anche come e quando usarla. E non è per paura dell’influenza che non parliamo dell’influenza ai nostri figli. Per lo stesso principio, e in qualche modo anche per lo stesso motivo, parlare della guerra, e dei sistemi di protezione personale, con i bambini è, mai come in questo momento, necessario. La guerra esiste anche se non ne parliamo.

Perchè è importante parlarne

Mia figlia ha quasi 13 anni e va a scuola a Cracovia, a 250 chilometri dal confine con l’Ucraina. Sa cos’è la guerra da quando il 24 febbraio ci siamo svegliate con le notizie dell’invasione della Russia in Ucraina e da quando la stazione centrale di Cracovia è stata invasa da profughi in fuga. Sa cos’è una sirena, sa come suona, sa cos’è un rifugio, la regola due muri. A scuola porta nello zaino telefono cellullare carico e una powerbank carica. Andrea Chandra è fortunata, da giugno vive a stretto contatto con militari che non hanno problemi a parlare e spiegare cosa succede e come fare in situazioni di emergenza. Ma non è cosi per tutti i bambini. E ci pensavo ieri quando Andrea ha voluto provare a mettere il giubbotto antiproietteli di uno dei nostri militari. Voleva vedere come si indossava, capire quanto pesava. E si è chiesta “Ma come faccio a correre se devo scappare in un rifugio con sta cosa addosso?”. E poi “E comunque, se sono a scuola e scatta la sirena, dove dobbiamo andare? A scuola non abbiamo un rifugio…”.


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La guerra esiste, parlarne può salvare una vita

Da qui l’esigenza di scrivere questo pezzo. Dobbiamo parlare con i nostri figli di cosa è e cosa fa la guerra. Non di una cosa lontana, impossibile. Le notizie di questi giorni fanno pensare che potrebbe toccare tutti noi, ovunque in Europa. E non è una ipotesi cosi lontana e impossibile, purtroppo. Quindi per quale motivo non raccontare cosa fare e come fare in caso di emergenza? Perchè insistiamo a far finta che non esista? Non sto dicendo che dovete tenere in casa un giubbotto antiproiettile, anche se, nel caso in cui ne avete la possibilità, è una cosa in questo momento utile, come avere un estintore. Non è che prevedete che la casa vada a fuoco, ma nel caso succedesse avete come prottegervi dal fuoco e intervenire. La stessa cosa del corso di primo soccorso, che ormai anche molte scuole superiori fanno fare ai propri studenti. Sapere dove ripararsi in caso di tornado o bomba è la stessa cosa. Eppure noi, in Italia, inisistiamo a fingere che queste cose non esistono. I nostri figli non hanno idea di cosa sia un rifugio e non sanno dove sia quello più vicino o il luogo più adatto. Non sanno come difendersi da un’alluvione, quali precauzioni prendere. Essere contro la guerra non evita che questa succeda. Purtroppo.