La grande diga Gerd è sempre motivo di scontro

La diga Gerd sembra il pomo della discordia sul quale i tre paesi bagnati dalle acque del Nilo non riescono a raggiungere un accordo trilaterale.Il Sudan contro l'Etiopia

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Si riuscirà a mettere fine ai dissapori tra Sudan Egitto ed Etiopia a causa dell’uso della grande diga Gerd, dove confluiscono le acque del Nilo, che quest’ultima ne vuole fare? O lo scenario che si appresta a definirsi assumerà toni più aspri? L’Etiopia ha iniziato a costruire la diga nel 2011, prevedendo di produrre energia elettrica per più di 6.000 megawatt. Invece, gli altri due Paesi, posizionati più a valle, hanno necessità di utilizzare le acque dolci del fiume per altri scopi e temono di perdere le loro forniture d’acqua.

Si parla di diga Gerd e saltano i nervi al Sudan!

L’Etiopia secondo Il Sudan non può portare a termine il secondo riempimento delle vasche senza l’autorizzazione degli altri due paesi. Si è tentato una mediazioni con l’aiuto degli Stati Uniti,ma l’Etiopia a quanto sostiene il Sudan prende tempo, perchè ha come obbiettivo il secondo riempimento della diga Gerd. Questo atteggiamento non può più essere tollerato dal Sudan. Difatti il ministro degli esteri sudanese, Mariam Al-Sadiq-Mahdi, esorta l’inviato speciale degli States in Sudan, Donald Booth, a intraprendere un dialogo costruttivo per inpedire all’Etiopia i suoi intenti.


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Qual è la posizione di Booth sulla disputa della diga Gerd ?

L’inviato dalla Casa Bianca per la mediazione, Booth, ha dichiarato che è alquanto necessario che si giunga ad un accordo. Questo dovrà essere tuttavia, vincolante e allo stesso tempo positivo per tutte le parti. L’inviato americano, inoltre sostiene che il suo Paese può dare tutto il supporto tecnico per uscire da questa crisi. Ma l’Etiopia non vuol saperne. Non è la prima volta che il Sudan chiede un intervento esterno, è già successo con le Nazioni Unite, Unione Europea e l’Unione Africana. Ma l’accordo non è mai stato raggiunto.

La posizione dell’Etiopia

La questione verte sul fatto che il bacino idrico dovrebbe essere riempito gradualmente e nelle stagioni più umide, garantendo anche a Sudan ed Egitto la riserva d’acqua necessaria. Pareva che si fosse giunti ad un accordo lo scorso anno, ma gli etiopi sono tornati sui loro passi interessati solo al loro tornaconto. E così che si delinea la loro intenzione di dare priorità assoluta alle loro esigenze interne, riempiendo come e quando vogliono la diga Gerd per proporre solo in un secondo tempo, quindi in modo unilaterale, le loro condizioni agli altri due Paesi.

La situazione richiede molta diplomazia!

La situazione può esplodere da un momento all’altro. Anche l’Egitto teme per le ricadute economiche. Difatti che il secondo riempimento della diga potrebbe influire negativamente sull’economia del Paese. É il settore terziario l’ importante motore dell’economia egizia che verrebbe colpito se venisse meno la fornitura d’acqua. Oltre che per un egiziano è intollerabile che qualcuno possa pregiudicare al popolo Egizio l’accesso alle acque del Nilo, storicamente sacro per la popolazione.