La giunta militare rifiuta l’incontro con Christine Schraner Burgener

Zaw Min Tun durante un'intervista alla Cnn, spiega che lo stato di emergenza imposto dopo il colpo di stato "potrebbe essere prorogato per almeno sei mesi". Non è stata indicata una data per il voto,

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La giunta militare

Venerdì su iniziativa del Regno Unito, si è tenuta una riunione informale del Consiglio di sicurezza dell’ONU, durante la quale gli Stati Uniti hanno sollecitato questo organismo ad agire rapidamente e ad aumentare la pressione sui militari della giunta al fine di salvare le vite dei birmani.

La visita dell’inviata delle Nazioni Unite è stata rifiutata?

La giunta militare al potere ha dichiarato di essersi rifiutata di incontrare l’inviata delle Nazioni Unite per la Birmania, in visita diplomatica in Asia. Il tour di Christine Schraner Burgener, che mira a trovare una via d’uscita dalla crisi, arriva tra le crescenti preoccupazioni per la situazione in Birmania, scossa dalle proteste quotidiane dal colpo di stato del 1 febbraio che ha rovesciato il governo civile di Aung San Suu Kyi. Il bilancio della repressione ha ormai superato i 600 morti. La diplomatica ha iniziato il suo tour in Thailandia, che dovrebbe poi condurla in Cina, tradizionale alleata dell’esercito birmano. Ma non sarà ricevuta in Birmania, dove chiede da più di due mesi di incontrare i generali faccia a faccia. “Non l’abbiamo permesso. E non abbiamo intenzione di permetterlo adesso” ha affermato il portavoce della giunta Zaw Min Tun.


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No-fly zone

L’ambasciatore birmano all’Onu, licenziato dalla giunta ma ancora in carica a New York, venerdì ha implorato il Consiglio di sicurezza di istituire una “No-fly zone” in Birmania per fermare i raid del regime di imporre sanzioni internazionali. “Per favore, per favore agite” ha supplicato l’ambasciatore birmano Kyaw Moe Tun. Ha anche esortato il Consiglio di sicurezza a prendere sanzioni contro la giunta militare, compreso un embargo sulle armi 

La promessa del portavoce della giunta militare

Il portavoce non ha fornito una data per le nuove elezioni, ma ha spiegato che secondo la costituzione del 2008 redatta dai militari dovrebbe finire tutto entro due anni per poi tenersi le elezioni libere ed eque entro questi due anni. “Promettiamo che lo faremo”. Il 16 febbraio scorso, nella prima conferenza stampa dopo il golpe, lo stesso esponente dell’esercito aveva affermato che il l’obiettivo è andare al voto e consegnare il potere nelle mani del partito vincitore, senza fornire una data per le elezioni.


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