La Germania non è solo elettrico: biocarburanti come alternativa

Berlino apre alle alimentazioni alternative non puntando necessariamente sull'elettrificazione totale

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Il futuro dell’auto è elettrico? Per la Germania forse no, almeno a giudicare dalla sua timida apertura ai biocarburanti. Secondo la testata Handesblatt, il ministro delle finanze tedesco Christian Lindner vorrebbe perorare la causa dei biofuel, ed avrebbe chiesto aiuto nientemeno che a Oliver Blume, CEO Porsche ora promosso a capo dell’intero Gruppo Volkswagen. Blume dovrebbe fornire “consulenza” al ministro, per giustificare un’eventuale agevolazione della benza alternativa. Il governo avrebbe tempo fino al 2026, data in cui l’Unione Europea trarrà le conclusioni sulle vie diverse dall’elettrico, prima di decidere il bando permanente dei motori termici.


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La Germania punta sui biocarburanti?

I carburanti bio sono quelli prodotti da risorse naturali. L’etanolo – così si chiama generalmente – può essere ricavato dalla lavorazione di prodotti agricoli o animali, oppure dagli scarti degli stessi (quest’ultima opzione è preferibile in quanto non impegna le risorse). Alimentando i motori termici già esistenti, essi garantiscono una riduzione delle emissioni di CO2 dal 60% al 90%, permettendo al pistone di rimanere in linea con i parametri “salva-clima”. Il grande ostacolo da superare è quello economico: allo stato attuale, un litro di biofuel può costare al pubblico anche 2,50 euro! Per ridurre il prezzo occorre una politica di defiscalizzazione, che però richiede tempo e soprattutto volontà politica. Il discorso vale anche per i carburanti sintetici, i quali adottano una tecnologia differente. Essi infatti sono il prodotto dell’idrogeno combinato con l’anidride carbonica “catturata” dall’atmosfera. Il dibattito non riguarda solo la Germania.

La posizione italiana

Anche nel nostro paese si sta cercando di mandare avanti la causa delle benzine alternative. Il Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani si sta battendo per consentire un minimo di veicoli termici anche oltre il 2035, circa il 10% per i mezzi pesanti ed il 20% per quelli leggeri. Lo stesso ministro ha detto a Formulapassion: “I nuovi sintetici consentono di abbattere la produzione di CO2 a parità di motore. Mezzi pesanti che non potranno facilmente essere elettrificati o chi non potrà permettersi di acquistare l’auto elettrica nel 2035 potrà utilizzare queste tecnologie“. Come per Berlino, anche per Roma la questione è soprattutto politica. Il 25 settembre gli italiani torneranno alle urne, e dal governo che ne uscirà dipenderà il destino del pistone “verde”. Vedremo cosa succederà.