La Ferrari sale sul podio per la parità di genere retributiva

La Ferrari ottiene dalla fondazione svizzera la prestigiosa certificazione Equal salary, per la parità di genere retributiva.

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La Ferrari sale sul podio per la parità di genere retributiva, tra uomini e donne con le stesse qualifiche e mansioni. Ferrari Spa, infatti, ha ottenuto, dalla fondazione svizzera, la certificazione Equal salary, al termine di uno studio durato otto mesi. La casa di Maranello è la prima società ad ottenere il prestigioso riconoscimento.

Equal salary: parità di genere retributiva

La Pwc la società di revisione che ha condotto lo studio, ha seguito una metodologia riconosciuta dalla Commissione europea, che prevede una dettagliata analisi statistica dei livelli retributivi. Il Cavallino Rampante si posiziona fra le aziende europee che hanno eliminato con successo il divario retributivo di genere. E’ stato effettuato uno studio sulle politiche di gestione e sviluppo delle risorse umane. Ai dipendenti è stato chiesto di completare in forma anonima dei sondaggi e di partecipare a interviste individuali e a dei focus group sulla loro percezione della cultura e dell’ impegno aziendale in tema di inclusione e diversità.

Le donne che lavorano in Ferrari

Dal 2016 al 2019, le dipendenti sono aumentate dall’ 11,5 per cento ad oltre il 14 per cento dei 4.285 lavoratori complessivi e hanno assunto progressivamente responsabilità maggiori.

Nel comunicato stampa della casa automobilistica si legge che l’ eliminazione del divario retributivo di genere rappresenta una tappa importante nel percorso Ferrari verso un ambiente inclusivo e rispettoso delle differenze.

La parità salariale dovrebbe essere la norma, un dato scontato che non ha bisogno di certificazioni. Ma la realtà è ben diversa. Le donne guadagnano meno degli uomini. Secondo i dati Eurostat, il divario retributivo orario è del 16 per cento in Europa, del 5 per cento in Italia.

Gender pay gap

Se si guarda lo stipendio mensile lordo, la differenza in busta paga sale al 23,7 per cento nel nostro Paese, la media europea è del 29,6 per cento, perchè le donne lavorano spesso part-time. In Europa siamo al 17esimo posto su 24 paesi per ampiezza del Gender pay gap nel settore privato.

Per il world Economic Forum, ai ritmi attuali ci vorranno 257 anni perchè la disparità retributiva venga colmata. E l’Italia, secondo il Global Gender Gap Report 2020 ha perso sei posizioni nella classifica sulla parità salariale nel mondo, per un guadagno di circa 17.900 euro contro i 31.600 degli uomini.

La spiegazione del fenomeno, riguarda l’accesso delle donne alle posizioni apicali, attualmente ancora molto basso, seppur con lievi miglioramenti rispetto al passato. Dai dati Istat emerge che la percentuale di dirigenti donne è del 15%, quella dei quadri il 29%. Del resto, quando si tratta di soldi, le donne vengono discriminate a tutte le latitudini.


Donne ai vertici aziendali


Il messaggio arrivato da un protagonista del segmento luxury del made in italy, è significativo, per quanto nel comparto delle auto. In generale, tutti i brand nazionali, appaiono ancora alla ricerca di una strada convincente verso la sostenibilità sociale, chiave fondamentale allo sviluppo.

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