La dieta mima digiuno: un modo per rallentare l’invecchiamento e il rischio malattie

0
298


Il pioniere della dieta mima digiuno è il dottor Valter Longo, professore di biogerontologia e direttore dell’Istituto sulla longevità presso l’University of Southern California. Il suo scopo è ridurre l’insorgenza di malattie.

Si tratta di una dieta ipocalorica (800-1100 kcal al giorno) e non di un vero e proprio digiuno. Non è una dieta fai da te, né generalizzata ma è costruita da uno specialista dopo un’attenta analisi del paziente. L’idea è quella di “mimare” appunto gli effetti benefici del digiuno, senza però estremizzare o creare particolari problemi al soggetto. È prevista una riduzione dei pasti per 5 giorni, da poter ripetere ogni 3-6 mesi.
Parole d’ordine: grassi buoni, poche proteine e tanta vedura. La dieta mima digiuno, infatti, si basa sull’eliminazione di alimenti che inducono la produzione di insulina e dell’ormone della crescita.

Gli alimenti permessi sono l’olio extravergine d’oliva, i cereali integrali, i legumi e gli ortaggi. Per gli snack, via libera al tè, alle barrette ai cereali e alla frutta, ma solo se secca.

Gli alimenti vietati sono quelli di origine animale (tranne il pesce) e lo zucchero (anche quello della frutta).

Sulla rivista Science Translational Medicine è stato pubblicato un recentissimo studio che ha coinvolto 100 persone in sovrappeso tra 20 e 70 anni. I risultati dimostrano un rallentamento dell’invecchiamento e la riduzione di fattori di rischio per cancro, diabete e malattie cardiovascolari. Si è notata anche una riduzione del grasso addominale, del colesterolo, della pressione sanguigna, senza compromettere la massa muscolare.

Il principio su cui si fonda questa dieta è il seguente: l’organismo per risponde ad un “stato di necessità” (tipico del digiuno) innesca dei meccanismi di protezione in grado, ad esempio, di ridurre le infiammazioni o di migliorare la risposta immunitaria.

La dieta mima digiuno non è adatta a soggetti di età superiore ai 65 anni, minori di 18 anni, diabetici, anoressici o con particolari patologie. Attualmente comunque la sperimentazione è in corso e si sono ottenuti buoni risultati, anche se bisogna sottolineare che la dieta in oggetto non ha nessun senso se, trascorsi i 5 giorni si riprende un’abitudine alimentare scorretta e ipercalorica.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here