La democrazia è sotto attacco in tutta l’Europa centrale e orientale

Secondo un nuovo rapporto dell'organismo di vigilanza sui diritti umani Freedom House, Ci sono meno democrazie nell'Europa centrale e orientale e nell'Asia centrale che in qualsiasi altro momento negli ultimi 26 anni.

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I leader eletti nell’Europa centrale e orientale e nell’Asia centrale stanno minando le stesse istituzioni che li hanno portati in carica. Rifiutano le norme democratiche e promuono sistemi alternativi di governo autoritario. La democrazia è sotto attacco. E’ quello che emerge dal rapporto annuale Nations in Transit sullo stato della democrazia nella regione da Freedom House, un’organizzazione con sede negli Stati Uniti che conduce ricerche e difende la democrazia, la libertà politica e i diritti umani.

La democrazia è sotto attacco?

Il rapporto Nations in Transit 2021: The Antidemocratic Turn, evidenzia fino a che punto paesi come l’Ungheria e la Polonia stanno mostrando segni di crescente autocratizzazione. Queste non sono anomalie, ma parte di un cambiamento sistemico verso l’autoritarismo che coinvolge tutta l’Europa centrale e orientale e l’Asia centrale. Secondo il rapporto, i leader antidemocratici stanno imparando gli uni dagli altri a consolidare il potere e reprimere il dissenso politico.

La classifica

La forza complessiva della democrazia nella regione è diminuita per 17 anni consecutivi. Il numero di paesi classificati come democrazie è sceso al punto più basso dal 1995. Dei 29 paesi valutati, solo 10 (Bulgaria, Croazia, Cechia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia) sono stati classificati come democrazie. Altri 10 come regimi ibridi: Albania, Bosnia ed Erzegovina, Georgia, Ungheria, Kosovo, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia e Ucraina. Mentre nove (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan, Turkmenistan, e Uzbekistan) sono classificati come regimi autoritari.

Nessun paese ha cambiato categoria quest’anno

I leader che si sono rivolti a forme di governo antidemocratiche seguono strategie simili. Orbán in Ungheria ha aperto la strada a un modello per reprimere i media indipendenti che si è diffuso in Polonia e Serbia. I partiti al governo di Ungheria e Polonia stanno entrambi intensificando gli attacchi contro la comunità LGBT + e le minoranze etniche e religiose. Tutti stanno tentando di indebolire lo Stato di diritto attraverso attacchi all’indipendenza giudiziaria. In effetti, il più grande calo del punteggio di democrazia quest’anno si è verificato in Polonia.


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La democrazia è sotto attacco: i paesi si allontanano dalla democrazia

La diffusione dell’autocrazia in Europa e in Eurasia ha implicazioni di vasta portata, non solo per la regione, ma anche per il mondo“, afferma Michael J. Abramowitz, presidente di Freedom House. “I leader democraticamente eletti si stanno allontanando dalla democrazia e creano le proprie realtà distorte per consolidare e mantenere il potere. Grazie ai loro successi finora, questi regimi antidemocratici stanno dando l’esempio e alimentando l’ascesa dell’autoritarismo nei paesi vicini. Se lasciati incontrollati, hanno il potenziale per minare la democrazia e legittimare l’abuso di potere in Europa e oltre“.

Democrazia sotto attacco in Bielorussia

In Russia e Bielorussia, che la relazione classifica come regimi autoritari consolidati, la repressione si è notevolmente intensificata nell’ultimo anno. La violenta repressione dei manifestanti pro-democrazia in Bielorussia. Il tentato omicidio da parte del Cremlino dell’attivista anti-corruzione e leader dell’opposizione Aleksey Navalny. La recente dimostrazione di forza dell’esercito russo lungo i confini dell’Ucraina. Sono tuttu eventi che dimostrano fino a che punto questi regimi sono disposti ad arrivare per rimanere al potere.

La fatica della riforma democratica

Nations in Transit ha documentato non solo la diffusione dell’autoritarismo in Europa ed Eurasia, ma anche un decennio di faticosi sforzi per la riforma democratica. L’Armenia è regredita per la prima volta dalla Rivoluzione di velluto del 2018. Il Kirghizistan, che in precedenza aveva compiuto progressi verso la governance democratica, è tornato al governo dell’uomo forte nel 2020. “Il declino della democrazia in Europa e in Eurasia è profondamente preoccupante, soprattutto nel contesto di 15 anni consecutivi di deterioramento democratico a livello globale“. E’ quando sostiene Zselyke Csaky, direttore della ricerca per Europa ed Eurasia presso Freedom House. “L’autoritarismo non è un problema puramente nazionale, ma può diffondersi fino a contagiare intere regioni e persino continenti. Le democrazie europee ei gruppi della società civile devono coordinarsi a sostegno dei movimenti a favore della democrazia nei paesi in cui l’autoritarismo sta guadagnando terreno. Il cambiamento deve venire dall’interno. Le democrazie europee e i loro partner devono scendere in campo, dare l’esempio e superare la menzogna secondo cui l’autocrazia è una valida alternativa alla democrazia “.

Un barlume di speranza


Motivi di speranza arrivano dall’Uzbekistan e dalla Macedonia del Nord, che hanno registrato i maggiori progressi democratici nel 2020. Il punteggio di democrazia della Bosnia-Erzegovina nel frattempo è migliorato per la prima volta dal 2006. Le prime elezioni municipali nella città di Mostar dal 2008 sono statea a un importante passo in avanti per la governance democratica locale. Lettonia e Lituania hanno migliorato i loro punteggi di democrazia dopo tre anni di declino, mentre la Slovacchia ha fermato due anni di declino democratico.

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