La Cupola del Brunelleschi: 600 anni fa la prima pietra

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la cupola del brunelleschi

La Cupola di Brunelleschi, ovvero la Cupola di Santa Maria del Fiore, a Firenze, attrae ogni anno oltre un milione di visitatori. È un miracolo dell’arte architettonica.

Esattamente 600 anni fa, il 7 agosto 1420, si assisté alla posa della prima pietra della cupola. Si inaugurarono così i lavori che, 14 anni dopo (1434) diedero vita all’opera terminata.

Da secoli, si considera la cupola di Santa Maria del Fiore una delle più maestose creazioni realizzate, la struttura in muratura più grande d’Europa. Un progetto che gli studiosi non sono mai riusciti a spiegarsi pienamente.

Leon Battista Alberti, nel suo autorevole trattato De Pictura, si riferisce alla cupola come a un “artificio incredibile”.

Ammantata di fascino e mistero la cupola di Santa Maria del Fiore è uno dei tanti motivi di orgoglio di cui gode il nostro paese.

Caratteristiche tecniche

Quando nel 1413 vide la luce il Tamburo ottagonale, dall’altezza vertiginosa e largo oltre quaranta metri, il problema della cupola si fece insormontabile.

La domanda alla quale non si veniva a capo era: con quale ingegno costruire una cupola di simile portata?

Le dimensioni fuori dalla norma che avrebbe assunto non prevedevano, all’epoca, una struttura portante tale da sorreggerne il peso. Sarebbe crollata sui fedeli in preghiera!

Il concorso pubblico: il progetto che cambierà la storia dell’architettura

Dal momento in cui non sembrava possibile trovare un compromesso, l’unica soluzione plausibile fu quella di indire un concorso. I partecipanti dovevano presentare un progetto funzionale, un modello applicabile a tale circostanza. Gli esperti della città di Firenze si prodigarono nell’ideare un progetto innovativo, volto a cambiare la storia dell’arte e dell’architettura.

Tra i vari aderenti all’iniziativa vi era Filippo Brunelleschi. Uomo dal carattere schivo, poco loquace ma estremamente acuto e dall’ironia dissacrante.

I progetti dovevano essere completi di tutte le informazioni necessarie. Infatti, bisognava anche trovare soluzione a tutte le conseguenze derivanti dalla messa in atto dei lavori pratici. Come e con quali criteri costruire i pontili, i macchinari ed il cantiere stesso?

Filippo Brunelleschi si distinse nella competizione. Si aggiudicò la possibilità di entrare nella storia, e così fece.

Insieme a Lorenzo Ghiberti realizzò il progetto vincente: dimostrò che era possibile costruire una cupola priva di un’armatura interna!

La cupola di Brunelleschi è infatti priva di armature a sostegno dell’imponente struttura. Il segreto è la costruzione di una doppia volta. L’intercapedine interna, dallo spessore notevole di circa due metri, si basa su un sostegno realizzato ed assemblato a “spina di pesce”.

In altre parole, si tratta di una struttura autoportante.

La leggenda dell’Uovo di Brunelleschi

La leggenda dell’uovo nasce nell’ambito della contesa tra gli architetti di Firenze. Si racconta che Brunelleschi, avendo in antipatia i suoi rivali, li considerasse invidiosi e disonesti. Delle serpi pronte a ricorrere all’inganno pur di emergere.

Per questo si rifiutò di mostrare dinnanzi a loro i suoi progetti: temeva che potessero rubargli le idee, che lo copiassero, impossessandosi del frutto del suo ingegno.

Così, quando arrivò il momento di mostrare pubblicamente i propri risultati finali, Brunelleschi non lo fece. Per lo meno, non lo fece come di consuetudine.

Per far comprendere il principio alla base del suo progetto, lanciò una sfida a sua volta. Disse che solo chi fosse stato capace di far stare dritto un uovo, in equilibrio, aveva capito il segreto per costruire la cupola.

Tutti i partecipanti tentarono l’impresa, ma nessuno vi riuscì. Toccò dunque all’architetto, prese l’uovo, gli diede un colpo secco sul piano in marmo. L’uovo, rotto sul fondo, stette in piedi da solo. Ecco, il segreto della cupola di Brunelleschi!

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