La cultura grunge – Nevermind dei Nirvana la carta costituzionale di una cultura

La controcultura che diventa cultura

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cultura grunge

Quello che negli anni ’90 ha permesso agli amanti del rock di rimanere legati alla musica è stata la cultura grunge. L’angoscia adolescenziale e l’inadeguatezza verso un sistema politico vecchio e corrotto hanno contribuito alla ribellione interiore dei “vent’anni” del tempo.

La cultura grunge e il capovolgimento degli stili

Con l’album In Utero i Nirvana guidati da Kurt Cobain danno una connotazione al grunge ma soprattutto una connotazione al suo messaggio. Kurt Cobain scrive: “Lei mi ha guardato con desiderio come un pesce dello Zodiaco quando sono debole. Sono stato rinchiuso per settimane nella tua scatola a forma di cuore. Fui trascinato nella tua trappola magnetica, pozzo di catrame. Vorrei poter ingoiare il tuo cancro quando sei disperata“. La poetica disperata di un uomo che in questo brano vede una via di fuga da una inadeguatezza filiale. Un brano che tenta di smontare lo schema tradizionale del rapporto umano. In una scena musicale di cui era diventato protagonista assoluto Cobain, scrive il fondamento di una cultura nuova. Una cultura o controcultura che si diffonderà anche nella letteratura, per esempio con lo straordinario libro di Scalett Thomas Che fine ha fatto Mr. Y.

https://www.youtube.com/watch?v=hTWKbfoikeg

La controcultura del grunge

Nel romanzo Scarlett Thomas guida i suoi pensieri nella “troposfera” un luogo nuovo da esplorare. La troposfera è una dimensione fittizia composta dal pensiero, che assume la forma di un paesaggio urbano, metafora della mente di ciascuno. Nella Troposfera si può entrare nelle menti degli esseri viventi e viaggiare attraverso tempo e spazio, attraverso prossimità geografica, topografica e genealogica. Questo indica l’abbattimento dei criteri standard per piazzarsi in un contesto di espressività libera dai sofismi degli anni 70/80. La necessità di estromettersi dal contesto sistemico degli anni precedenti, porta il grunge a smantellare il superfluo. Il linguaggio stesso diventa diretto e oggettivo, rifiutando il concetto di prossimità dalla superbia semantica del passato.

Nevermind la carta costitutiva del grunge

Kurt Cobain si mostra ribelle anche al suo essere idolo. Il suo scrollarsi di dosso la fama da cui era stato travolto. E’ uno dei tanti segnali di un profondo disagio che finirà per spingerlo all’estremo atto del suicidio. Dopo tanti anni dalla sua morte, gli anni novanta e la cultura grunge sono oggetto di una grande riscoperta.

È un po’ un effetto nostalgia innescato da una generazione di quarantenni che guarda ormai con occhi maturi alla propria giovinezza. “La parola grunge, che vuol dire schifezza, spazzatura, sporcizia è divenuta il nome di un genere musicale, un fenomeno letterario e un fenomeno pop. La scena degli anni novanta è stata forse l’ultimo grande respiro del rock“. A dirlo è lo scrittore Andrea Pomella, nel suo ultimo romanzo Anni luce, selezionato tra i finalisti del premio Strega.

Ma da dove viene?

Questo movimento proveniva dalla periferia degli USA. Proveniva da una città nel nord-ovest americano, Seattle, e sconvolgeva la scena culturale con voci roche e aggressive. Voci che raccontavano di drammi familiari, di frustrazione e inadeguatezza, di una generazione che nutriva poche aspettative. Non è un caso che molti protagonisti si siano poi tolti la vita o siano scomparsi tragicamente.

La cultura grunge in Nevermind

Nevermind è considerato l’emblema della rinascita del rock. Una svolta musicale che non capita spesso. Soprattutto contestualizzandolo al periodo, dove la musica rock veniva data per morta. In questo caso Nevermind rappresenta la dichiarazione di rifiuto del contesto rock di quel tempo. I grandi artisti, e mi riferisco a chi aveva già fatto la storia del rock, non riuscivano ad esprimere neanche il vecchio potenziale. I dischi erano diventati quello che molti definiscono sound da ascensore, senza idee e senza grinta.

Nevermind la rinascita dello spirito rock

Il virtuosismo degli anni 60-70, aveva lasciato posto al punk, la risposta meno intellettuale e più esasperata della musica alla contraddizione dell’epoca. Kurt Cobain rappresentava la rivoluzione minimalista ed arrabbiata più adatta. La semplicità delle canzoni costruite su accordi semplici con la chitarra, insieme a testi bucolici ma diretti trasmettevano emozioni d’insieme potenti.

Se togli i virtuosi della chitarra quello che rimane è Nevermind

La svolta arriva con un album che sembra dichiarare la sicurezza della band riguardo alla validità del progetto. Si può dire che Nevermind sia stato il debutto dei Nirvana. L’album divenuto il mezzo con cui i big dell’industria discografica si innamorano del grunge. Se consideriamo Smells Like Teen Spirit, nonostante sia il brano più consumato della band, ci rendiamo conto che il brano testimonia una incredibilmente potenza di linguaggio. Ci sono altri momenti salienti nell’album, ma Nevermind è importante soprattutto per la svolta stilistica che rappresenta. Improvvisamente decine di band volevano sembrare i Nirvana.

La svolta Grunge e il suo linguaggio

Il grunge divenne molto popolare a causa del contesto che il suo linguaggio esprimeva. In un certo senso, l’anti suono leccato del rock tipico degli anni ’80. Il suo suono grezzo e la mancanza di anti orchestrazioni, territori di arrangiamenti ricercati davano modo agli ascoltatori di percepire l’essenza spirituale del messaggio. Nevermind ha mostrato la possibilità di scalare le classifiche senza avere particolari abilità con lo strumento, dimostrando che la musica è essenzialmente spirito di se stessa.



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