Esperti a confronto a Benevento sulla cultura della prevenzione. Aspetti scientifici e sociali sono il presupposto della comunicazione della prevenzione.

L’orientamento d’interesse verso i fattori socio – culturali, economici ed ambientali che possono compromettere lo stato di salute, pone la necessità di valorizzare approcci umanistici e più olistici, che tengano conto della persona nel suo insieme, che integrino i diversi saperi e gli ambiti disciplinari promuovendo dialogo e interazione (Cipolla C.*).

L’approccio olistico (dal greco olos, cioè la totalità) alla salute è un approccio sistemico che rispetto a una deriva separatrice di origine meccanicistico – funzionale, considera le diverse componenti che costituiscono la salute e le loro interrelazioni.

Le interdipendenze tra i fattori socio – culturali, economici e ambientali non sempre sono facilmente percepibili soprattutto in tema di salute, ponendosi su piani e aspetti molto divergenti tra loro. L’approccio olistico supera le separazioni per abbracciare trasversalmente più aspetti che non si sovrappongono, ma rappresentano un sistema continuo, non settoriale. La salute, nella prospettiva del wellness, ricompone il mosaico di discipline e scienze che se ne occupano, dalla geriatria alla scienza dell’alimentazione, dalla chirurgia alla cosmetica, nella consapevolezza che promuovere un approccio olistico alla salute può avere effetti anche sul sistema sanitario nazionale.

Venerdì 29 settembre con inizio alle ore 9,30 si terrà a Benevento un importante incontro sugli aspetti scientifici e sociali della corretta comunicazione della prevenzione.

prevenzione

I lavori prevedono una sessione scientifica e una sessione sociale a dimostrazione che società e scienza vanno a braccetto, ma la prevenzione può contribuire in modo fondamentale. Perché prevenire non significa soltanto proteggere dalle minacce, ma anche valorizzare giuste ed efficaci azioni o iniziative di crescita sociale e civile di una vera e propria cultura della prevenzione.

Per molto tempo le patologie tumorali sono state considerate una sofferenza inflitta a chi aveva la “sfortuna” di ammalarsi. Oggi l’atteggiamento sociale nei confronti della malattia oncologica è cambiato: la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce si stanno sempre più diffondendo anche grazie alle molte iniziative – a carattere nazionale e non – di sensibilizzazione, comunicazione e promozione dei controlli.

Qualsiasi programma e intervento di prevenzione deve essere supportato dalla comunicazione poiché riguarda patologie di grande rilevanza sociale. In questa fase trovano ampio spazio e significatività le reti di comunicazione, ricerca e trasmissione dei dati. La corretta gestione delle fasi operative necessarie determina il raggiungimento degli obiettivi: trattandosi di programmi complessi – che comprendono la prevenzione e temi attinenti quali lo screening, l’igiene e la sanità pubblica, la partecipazione di più figure professionali è rilevante nel determinare il successo della performance delle attività di prevenzione.

Comunicare correttamente la prevenzione può intervenire positivamente anche con riguardo alla correzione dei fattori di rischio e le modificazioni dello stile di vita.  I numerosi e significativi progressi scientifici in campo oncologico hanno sicuramente contribuito a migliorare gli approcci terapeutici e a migliorare la sopravvivenza dei pazienti, ma il cancro è oggi ancora – per il paziente e per la famiglia – sofferenza fisica e psichica, dolore, morte inevitabile.

*Cipolla C., Manuale di Sociologia della salute, Ed. Franco Angeli, 2005,P.31.

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