La crisi delle milanesi è dovuta oltre che dalle incognite societarie scaturite dal cambio di proprietà anche dal rendimento della squadra, e nello specifico di due giocatori che per molto tempo sono stati fondamentali nel gioco di Inter e Milan ma che ora non stanno rendendo al meglio delle loro possibilità: Icardi e Bacca.

Il numero 10 nerazzurro è lo specchio della crisi della squadra, fino ad ora ha segnato 26 gol in tutte le competizioni con una media di un gol ogni 124′ e pur rimanendo il miglior marcatore dell’Inter non segna dalla sfida persa 3-1 contro la Roma del 26 febbraio, da allora la sua squadra ha totalizzato soltanto 2 punti in 7 partite e sta attraversando una serie negativa di 3 sconfitte consecutive. L’attaccante argentino è il giocatore che più di tutti risente della mancanza di costruzione di gioco in quanto, essendo un attaccante da area di rigore, è abituato a ricevere palloni da trasformare in gol ma fatica a iniziare l’azione da fuori area e contribuisce poco all’azione difensiva: la sostituzione nella sfida persa contro il Genoa è lo specchio della difficoltà da parte del capitano nerazzurro di prendere in mano la squadra e di trascinarla alla vittoria, ma un vero trascinatore si deve sentire nei momenti più difficili.

Bacca è stato acquistato dal Milan la scorsa stagione per risollevare una squadra orfana dei giocatori che l’avevano fatta grande e ha stupito subito tutti segnando 18 gol in 36 partite (il suo record è di 20) e contribuendo alla costruzione del gioco collettivo, quest’anno i numeri sono diversi: soltanto 24 presenze finora in campionato e 13 gol segnati (uno ogni 130′). Il numero 70 rossonero non segna dall’8 febbraio nella gara vinta contro il Bologna ed è stato schierato titolare da Montella l’ultima volta nel derby pareggiato 2-2 all’ultimo minuto, da allora soltanto 32′ giocati in due partite nelle quali non è riuscito a dare il proprio contributo alla squadra. Ma come Icardi, anche Bacca risente della mancanza di gioco collettivo e di conseguenza fatica a iniziare l’azione partendo lontano dalla porta in quanto è un attaccante da area di rigore ed è abituato a giocare sul filo del fuorigioco per concretizzare le verticalizzazioni dei compagni; dopo due stagioni leggendarie al Siviglia in cui ha vinto due Europa League ora l’attaccante colombiano rispecchia la carenza di gioco dei rossoneri, dovuta forse anche dal cambiamento societario. In ogni caso il numero 70 sembra destinato a partire a fine stagione alla ricerca di nuovi stimoli.

 

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