La crisi del gas sta travolgendo l’Europa e non solo

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La crisi del gas

La crisi del gas non riguarda solo l’Italia, ma anche il resto del mondo. Dagli Stati Uniti alla Corea del Sud, infatti, l’aumento delle bollette sta interessando quasi tutto il mondo. Tuttavia, i Paesi più colpiti dal rincaro risultano essere quelli Europei. Le cause di questa crisi del gas sono molteplici e mettono in evidenza la difficoltà della tradizione verde.

La crisi del gas: cosa sta succedendo?

Negli ultimi giorni si è tanto parlato in Italia dell’aumento delle bollette del gas, che potrebbe essere anche pari al 30%. Questa crisi del gas però non riguarda solo l’Italia, ma la maggior parte del mondo. I Paesi europei sono quelli più colpiti dal rincaro, con un +280% rispetto a gennaio. Ma aumenti dei prezzi a due o tre cifre si registrano ovunque, dagli Stati Uniti alla Corea del Sud. Le cause della crisi possono essere attribuite ai bassi livelli di stoccaggio dovuti ai lockdown invernali, l’improvviso aumento della domanda mondiale e lo scarso contributo dell’eolico. L’impennata dei prezzi sta spingendo l’inflazione nell’eurozona al 3%, danneggiando i consumatori e minacciando la ripresa economica post-pandemica. Sta inoltre ponendo dei dubbi sulla sostenibilità della transizione energetica. Questa crisi del gas evidenzia tutte le difficoltà della transizione verde. Per disincentivare i consumi delle fonti fossili è infatti inevitabile che i loro prezzi aumentino.   

È colpa di Mosca?

Alcuni europarlamentari affermano che la causa della crisi del gas è la Russia. Secondo loro, la Russia, il principale fornitore di gas dell’Unione europea, avrebbe volontariamente ridotto le esportazioni verso l’Europa. Dietro questa decisone di Mosca, secondo gli europarlamentari, ci sarebbe un ricatto ai governi europei affinché approvino definitivamente l’avvio del gasdotto Nord Stream 2. Il gasdotto è fonte di preoccupazione per i governi europei, i quali temono che la Russia posso utilizzare l’esportazione di gas come arma geopolitica.  


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