LA COSTITUZIONE ITALIANA, IL DOCUMENTO FONDAMENTALE DELLE LEGGI DEL PAESE FU APPROVATO IL 22 DICEMBRE 1947

«con voi m'inchino reverente alla memoria di quelli che, cadendo nella lotta contro il fascismo e contro i tedeschi, pagarono per tutto il popolo italiano il tragico e generoso prezzo di sangue per la nostra libertà e per la nostra indipendenza»

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OGGI, 22 DICEMBRE, RICORRE L’ANNIVERSARIO DELL’APPROVAZIONE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Il 25 aprile 1945 il popolo italiano insorse risolutivamente contro il nazi-fascismo riconquistando la libertà e l’indipendenza nazionale dopo una sanguinosa lotta ventennale che costò il sacrificio di centinaia di migliaia di cittadini; le vite di uomini, donne, giovani, lavoratori e intellettuali si consumarono tra gli orrori delle carceri e dei campi di concentramento fascisti. Altrettante vite si spezzarono sui monti, pianure e città, nelle formazioni partigiane, per un’Italia libera e bella. Il Paese, distrutto dalla guerra, dall’invasione tedesca e dalle bombe si ritrovò frammentato, privato di un’economia, di una società, di una identità. La riconquista della libertà fu un primo passo per ritrovare la forza e la volontà di ricostruire fisicamente e moralmente l’Italia; il popolo, nello spirito della lotta antifascista e della Resistenza, volle uno Stato nuovo e democratico. I tre grandi partiti di massa, Democrazia Cristiana, Partito Socialista e Partito Comunista, furono gli interpreti delle aspirazioni popolari e forti della schiacciante maggioranza di cui disponevano, convalidata dalle prime elezioni democratiche del 2 giugno 1946, decisero di dare all’Italia, una volta eliminato l’anacronistico istituto della monarchia, un nuovo assetto basato sulla democrazia e sul lavoro.

L’Assemblea Costituente, eletta il 2 giugno 1946, iniziò i suoi lavori venti giorni dopo. Li concluse il 22 dicembre 1947 quando il Presidente dell’Assemblea, Umberto Terracini, proclamò con voce commossa il risultato della votazione finale. La Piazza di Montecitorio fu affollata di cittadini, le campane della torre del Parlamento suonarono a festa, la facciata del Palazzo s’illuminò a giorno. Nacque una nuova Italia che con la Costituzione vantò un significato profondissimo; la Costituzione, documento prezioso delle leggi fondamentali della Repubblica Italiana, divenne la custode dell’inestimabile valore della libertà e della democrazia.

Umberto Terracini, il 22 dicembre 1947, con fiato e parole emozionati, annunciò l’approvazione del testo definitivo della Costituzione: «noi consegnamo oggi, a chi ci elesse il 2 giugno, la Costituzione; noi abbiamo assolto il compito amarissimo di dare avallo ai patti di pace che hanno chiuso ufficialmente l’ultimo tragico e rovinoso capitolo del ventennio di umiliazioni e di colpe; e, con le leggi elettorali, stiamo apprestando il ponte di passaggio, da questo periodo ancora anormale, ad una normalità di reggimento politico del Paese nel quale competa ad ogni organo costituzionale il compito che gli è proprio ed esclusivo: di fare le leggi, al Parlamento; al Governo di applicarle; ed alla Magistratura di controllarne la retta osservanza…L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un solenne patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa lo affida perchè se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. E noi stessi, onorevoli deputati, colleghi cari e fedeli di lunghe e degne fatiche, conclusa la nostra maggiore opera, dopo avere fatta la legge, diveniamo i più fedeli e rigidi servitori».

Settanta anni nacque la Costituzione

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