La corte di Strasburgo contro la richiesta dell’ergastolo ostativo al mafioso Viola

0
262
Ergastolo ostativo

La corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha respinto la richiesta della corte italiana per l’ergastolo “ostativo” verso il boss mafioso Marcello Viola. Una finestra che sembra suscitare speranza anche negli altri detenuti.

Il 13 giugno scorso infatti, una sentenza della corte europea bocciava l’ergastolo ostativo, ovvero senza una fine, proposto per una serie di reati, tra cui quelli mafiosi che comportano la detenzione al 41Bis. Tale sentenza è nata a seguito del caso Marcello Viola v. Italia. In questa occasione, il capocosca della famiglia di Taurianova (Reggio Calabria), detenuto per 4 ergastoli per omicidi, sequestri di persona e detenzione per armi, ha fatto appello contro la sentenza per un ergastolo senza pena mai. Da sei anni Marcello Viola starebbe scontando la pena in regime di 41Bis.

Viola aveva chiesto più volte il congedo carcerario, ma è stato respinto in quanto non aveva collaborato con le autorità giudiziarie. In più, il boss calabrese non ha mai interrotto i suoi legami con l’organizzazione criminale e non sembrava che fosse “impegnato in una riflessione critica sul suo passato criminale”. Secondo la Corte europea, la mancanza di collaborazione da parte del mafioso potrebbe essere intesa come paura per mettere in pericolo la propria famiglia.

Basti pensare a Tommaso Buscetta, un nome che recentemente è tornato sui giornali grazie al film di Bellocchio “Il Traditore”. Buscetta, conosciuto come “Il boss dei due mondi”, dopo il suo ultimo arresto ha deciso di collaborare con la giustizia permettendo l’avvio del maxi processo di Palermo durato dal 1986 al 1992. In questo periodo la famiglia Buscetta venne attaccata dai clan sotto accusa, provocando la morte di alcuni fratelli e nipoti dell’ex mafioso.

Bellocchio: a Cannes con un film sul boss Buscetta

L’ergastolo ostativo impedirebbe la speranza di recupero

Per quanto riguarda Marcello Viola, la corte dei diritti dell’uomo sembra avergli dato ragione. Questo tipo di sentenza infatti, violerebbe l’articolo 3 della Convenzione contro la tortura. L’ergastolo ostativo infatti impedirebbe la “concessione di benefici” e, secondo la Corte di Strasburgo, “a chi è detenuto non si può togliere del tutto anche la speranza di un recupero, ma al soggetto in carcere va riconosciuta la possibilità di redimersi e di pentirsi ed avere quindi l’ultima chance di migliorare la propria condizione.

Eppure, secondo quanto riportato dal quotidiano Jurist.org, il tribunale ha osservato che potrebbe esserci una situazione in cui si collabora pienamente senza dare segnali di riabilitazione. Usando la mancanza di cooperazione invece, “ha dato origine a una presunzione indiscutibile di pericolosità privando Viola di qualsiasi prospettiva realistica di rilascio.

Per questa sentenza invece, il tribunale ha infine dichiarato: “sarebbe incompatibile con la dignità umana privare le persone della loro libertà senza lottare per la loro riabilitazione e offrire loro la possibilità di riguadagnare quella libertà in una data futura.”

La possibile risposta alla sentenza della Corte europea

Tale questione ha portato divisioni all’interno del mondo giuridico riportando alla luce altri casi come quello di Sebastiano Cannizzaro, boss di una cosca catanese che il 23 ottobre si dovrà presentare davanti alla Corte costituzionale italiana. Dopo quanto nato dalla sentenza Marcello Viola v. Italia, si teme ora che altri detenuti facciano ricorso alla stessa clausola per evitare il carcere a vita.

Cannizzaro, arrestato dalla Polizia di Catania nel 2007, si trovava al vertice del clan Santapaola e di Cosa Nostra della provincia catanese. Al tempo venne condannato all’ergastolo perché colpevole di associazione mafiosa, di due omicidi e di soppressione di cadavere e detenzione abusiva di armi (secondo quanto riportato da un articolo di Repubblica del tempo). Sempre secondo il giornale romano, i reati si riferiscono al 1998, periodo di guerra di mafia tra il clan Mazzei e il clan Santapaola.

Leggi anche: Nicastri: un impero finanziato da Cosa Nostra. Condannato a 9 anni

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here