La contestazione fa diventare grandi

0
275
contestazione

Negli anni 50 del secolo scorso, la contestazione giovanile esplose sulla scia del rock and roll e non si è mai più placata. Non c’è un comparto della vita sociale in cui essa non si sia manifestata. E quando non si manifesta è perché è silente, ed aspetta il momento giusto. Ogni generazione ha fatto la sua contestazione tramite le rivoluzioni culturali che hanno segnato i decenni. Quali sono i punti di convergenza tra le generazioni giovanili passate e quelle odierne? Scopriamolo assieme!

La contestazione generazionale è inevitabile?

Fa parte della crescita culturale di un paese ed investe soggettivamente ogni individuo che si scontra con essa. La contestazione è rivolta a tutto quello che diventa obsoleto e retrogrado mentre il mondo e l’umanità cresce e corre in avanti. Dallo scontro padre- figlio fino allo scontro operaio-capitalista ciò che viene messo in scena è la storia, la quale muta il suo aspetto tramite le azioni degli uomini. I giovani, per fattori anagrafici inevitabili ne sono sempre i fautori, poi crescendo si ritroveranno, inesorabilmente, dall’altra parte. E si spera sempre che serva da lezione per avere più prospettive con cui guardare ai fatti da adulti.

Arte e contestazione

L’espressione che più di tutte ha fatto propria la contestazione è l’arte. In tutti i suoi comparti e settori. Basti pensare alla musica e a Jerry Lee Lewis, con il suo approccio ribelle, anticonformista e addirittura selvaggio per gli anni 50 del secolo scorso, infatti il suo brano “Great Balls of Fire” non era certo un pezzo della tradizione musicale! E tutto ciò che è venuto dopo è servito ai giovani per confrontarsi con ciò che era contestabile perché fermo e statico, mentre il mondo assieme agli uomini cambiava.

Video tratto dal film “Great balls of fire!” con Dennis Quaid e Winona Ryder sulla vita di Jerry Lee Lewis

Le arti figurative e gli anni sessanta

Il mondo venuto fuori dalle guerre che rischiava altre guerre fece esplodere nuovi correnti artistiche, espressioni di disagio interiore, contestazioni verso il potere, visioni futuristiche e tanto altro. Da Francis Bacon ad Andy Warhol, tutto ciò che era rottura prese piede e divenne cultura e idee con cui presentarsi al mondo. L’arte concettuale, in quegli anni fece il resto.

Gli anni 70 e la contestazione per un mondo migliore

Negli anni 70 del secolo scorso i giovani furono veramente pronti a dire la loro. Così si scontrarono con delle generazioni che non potevano comprendere, poiché era tanto il distacco generazionale, sociale e mentale. Come risultato di quella contestazione ci furono le comuni, l’amore libero, i reggipetti bruciati in piazza, il divorzio, la lotta operaia e il femminismo. Chi più godette di questi frutti furono le generazioni vissute nei decenni successivi.


Foresta Atlantica, due sorelle alla salvaguardia dell’ambiente


E oggi chi contesta?

Sul finire degli anni 90 e inizio del nuovo millennio, nascono i movimenti no-global. Associazioni e gruppi eterogeni che contestano e criticano i governi sul piano politico ed economico. Tutti accomunati da un pensiero unico, così da combattere la globalizzazione neoliberista in nome della giustizia globale. Oggi c’è una generazione che s’interessa a quanti nel mondo soffrono o vivono come vittime perché oppressi da dittature e aguzzini. Tanti sono i ragazzi in tutto il mondo, anche con l’appoggio dei genitori, che si uniscono ai gruppi non governativi per esprimere le loro opinioni con le azioni.

Greta e il mondo

La contestazione si è quindi spostata dal livello individuale degli inizi, generazioni che si scontravano con i genitori, ad un livello globale .Come obiettivo oggi c’è la preservazione del pianeta e le sue risorse naturali, nonché le vite umane. E tra tutti spicca la figura di Greta Thunberg. Giovane attivista svedese che si batte per uno sviluppo sostenibile contro il cambiamento climatico e anche contro tutti i negazionisti globali. Perché oggi come da sempre, il mondo ha bisogno di contestazioni e di giovani per andare avanti, è la legge naturale del mutamento delle cose.

Commenti