I deputati rumeni accusano Bruxelles di doppio standard sul caso Kövesi.

Il governo rumeno dovrebbe fare un passo indietro dall’orlo del baratro dello stato di diritto e combattere seriamente la corruzione, ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Věra Jourová, in un dibattito a Strasburgo, lunedì sera.

“Il rischio di gravi conseguenze al sistema giudiziario rumeno, compresi i casi di corruzione, non può essere ignorato”, ha detto Jourová in una dichiarazione riguardante lo stato di diritto in Romania, che attualmente detiene la presidenza UE.

Gli eurodeputati del governo rumeno hanno accusato la Jourová e gli altri membri di doppio standard nel giudicare la Romania e di strumentalizzare la questione a fini elettorali prima delle elezioni europee del prossimo mese.

“Vi è una palese ingerenza esterna nel sistema giudiziario rumeno”, ha detto alla Jourová l’eurodeputata rumena Socialisti e Democratici Maria Grapini. “Non hai fornito alcuna prova di violazione dello stato di diritto.”

Il commissario ha affermato che le modifiche da apportare al codice penale ed al codice di procedura penale sono preoccupanti, se adottate. Inoltre, i controlli e gli equilibri per la nomina dei principali procuratori “non sono stati rispettati”, ha detto la Jourová. Anche la creazione e l’implementazione di un organo speciale, istituito dal governo, per indagare su giudici e pubblici ministeri, “rappresenta uno schema molto preoccupante”, ha affermato.

Secondo la Jourová, l’incriminazione dell’ex magistrato anti-corruzione, Laura Codruţa Kövesi, che è in procinto di diventare procuratore europeo , è un altro serio pericolo per lo stato di diritto. Nel Parlamento europeo e nella Commissione, l’accusa è stata vista come uno strumento da parte del governo rumeno per impedire alla Kövesi di ottenere l’incarico UE.

L’eurodeputata Grapini ha dichiarato: “La Romania non è la Kövesi, , la Romania conta 20 milioni di persone che vi chiediamo di trattare con rispetto”.

Il dibattito, che la Grapini ha definito un fallimento, con solo una ventina di persone presenti, si è trasformato in un reciproco scambio di accuse tra le parti . Rappresentanti del Partito popolare europeo, del gruppo S & D e del gruppo ALDE liberale si sono criticati a vicenda per non aver precedentemente escluso dalle loro fila i partiti che sono al governo in ​​paesi come Romania ed Ungheria e che sono visti come una retrocessione dello stato di diritto.

“Abbiamo formalmente preso le distanze dal partito ALDE rumeno per espellerli dalla nostra alleanza politica”, ha detto Sophie in ‘t Veld, un membro olandese di ALDE al Parlamento europeo. In Romania, ALDE è il partner della coalizione dei socialdemocratici (PSD).

Mentre il PPE ha sospeso l’alleanza con il partito Fidesz del primo ministro ungherese Viktor Orbán, il gruppo S & D ha detto che la scorsa settimana ha congelato le relazioni con il PSD della Romania.

Il leader del PSD, Liviu Dragnea, ha risposto alle critiche di Bruxelles divulgando un messaggio patriottico.

“Chiedo loro: hanno aiutato questo paese con qualcosa? Ci stanno rimproverando per niente, ci stanno rimproverando per qualcosa che non abbiamo fatto”, ha detto Dragnea durante una manifestazione nella città sud-occidentale di Craiova, una roccaforte del PSD, venerdì . “Perché non sono interessati ai miglioramenti che il governo del PSD ha apportato sulla vita delle persone? Il potere d’acquisto è cresciuto, ma forse è proprio quello che non volevano” ha aggiunto .

Lunedì, Dragnea è dovuto comparire davanti al tribunale di Bucarest per un caso in cui è accusato di aver avuto alcuni dipendenti che lavoravano per il partito,ma che risultavano avere un incarico riguardante i servizi di protezione dei minori nella contea che stava amministrando al tempo.Il rischio è una pena detentiva di tre anni . La corte ha rinviato la sentenza al 20 maggio, secondo quanto riportato dai media locali.

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