La città di Bologna tra incanto e mistero

Una Bologna esoterica e misteriosa

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La città di Bologna

La città di Bologna è la città dei porticati con le tegole e le finestre tinte di rosso vermiglio. Osterie, vino e pasta all’uovo sono un marchio distintivo della città dell’Emilia ma dietro la Bologna che tutti conosciamo si celano luoghi misteriori dalla storia oscura. Un viaggio turistico nel luogo emiliano non dovrebbe fare a meno di questo aspetto.

La città di Bologna: quali sono i luoghi del mistero?

Il capoluogo dell’Emilia Romagna conserva tuttora la cattedra universitaria dedicata al Centro Studi Parapsicologici nonchè un museo internazionale interamente dedicato ai Tarocchi. Già questo potrebbe darci un segnale sulla storia esoterica che ancora oggi trapela tra i vicoli della città. Alcuni dei luoghi bolognesi densi di incantevole mistero:

  • Basilica di San Petronio
  • La fontana di Nettuno
  • Archiginnasio
  • La Diavolessa bolognese
  • Il Cimitero della Certosa
  • La Basilica di San Domenico
  • Villa Krank
  • Villa Malvasia
  • I 666 archi della Chiesa di San Luca
  • La Pietra Filosofale
  • Il diavolo e le 2 torri di Bologna
  • Il ghetto ebraico

La città di Bologna tra la Basilica di San Petronio e la fontana di Nettuno

La Basilica di San Petronio è la chiesa incompiuta più grande al mondo. La costruzione della facciata deriva dall’astrologia poiché le armonie architettoniche si delimitano all’interno di un cerchio che contiene un triangolo equilatero, simbolo di elevazione, un quadrato, emblema di costruzione stabile e un esagono che descrive l’uomo e il compimento. Invece la fontana di Nettuno è una statua di bronzo del dio marino che simboleggia il potere papale ed è un evidente collegamento al Concilio Tridentino.

L’Archiginnasio e La Diavolessa bolognese

In piazza Galvani sorge l’Archiginnasio le cui pietre creano un calendario soli-lunare. La Diavolessa bolognese si trova sotto il portico dei Bastardini e ricorda la storia della strega Caterina vissuta nel XV secolo in questo quartiere.

Il Cimitero della Certosa e La Basilica di San Domenico

Il cimitero monumentale più misterioso d’Italia ospita le ultime dimore di illustri studiosi, letterati e politici. Molte lapidi riportano segni massonici e magici e la stessa storia del luogo registra episodi di fantasmi o di storie fantastiche. La Basilica di San Domenico invece fu sede del Tribunale della Santa Inquisizione e qui si intrecciano le storie dell’eretica perversione: dai Catari ai Dolciniani.

Villa Frank e Villa Malvasia

A Villa Frank si consumò un omicidio: nel 1921 un certo Adolfo Pasquali scoprì il cadavere di una donna, tale Maria Burani, scomparsa da 10 giorni. L’aspetto misterioso è che esattamente 100 anni prima nei giardini della villa furono trovati i corpi di una donna con le sue due figlie, barbaramente sgozzate e il cui colpevole non fu mai scoperto. Villa Malvasia si trova all’estrema periferia della città. Alla villa è legata una terribile leggenda. La storia narra che una giovane, di nome Clara, figliastra del padrone della villa, tale nobiluomo Alessandri, fu scoperta insieme ad un dipendente del padre. Quest’ultimo si considerò disonorato e murò viva la ragazza all’interno della villa. Secondo la leggenda il fantasma di Clara continua a vivere nella dimora non trovando pace, piangendo e lamentandosi.

I 666 archi di San Luca e la Pietra Filosofale

Per raggiungere la Chiesa di San Luca bisogna percorrere un lungo porticato, di circa tre chilometri che parte da Porta Saragozza fino al Colle della Guardia e passare sotto 666 archi. Questo numero è considerato un simbolo demoniaco, e alcuni sostengono che il percorso che porta al santuario rappresenti il serpente, quindi il demonio, schiacciato e sconfitto dalla Madonna. Il segreto della Pietra Filosofale si cela forse sotto la lapide di Elia Lelia Crispis. L’epitaffio, un insieme di parole e nomi immaginari, risulta così occulto da far pensare che ogni termine sia una metafora o un simbolo da decifrare.

La città di Bologna attraverso le due torri e il ghetto ebraico

In un tempo remoto le torri che si trovavano a Bologna erano circa duecento. Ora ne restano solo due: quella degli Asinelli e quella della Garisenda. Le torri sono ancora oggi avvolte da leggende e storie che introducono al fantastico mondo dei Templari che avevano la loro sede in Strada Maggiore. Ai piedi della torre più piccola, la Garisenda, si aprono gli antichi cancelli di quello che fu il ghetto ebraico bolognese, come ricorda la via dei Giudei. Qui ebbero sede gli studi più misteriosi della città, dall’alchimia alla cabala.

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