La Cina ha venduto droni militari e missili alla Serbia

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I droni militari cinesi acquistati dalla Serbia.

La Cina per la prima volta nella storia ha fornito mezzi bellici aeronautici a un Paese europeo. Si tratta della Serbia che da poco ha acquistato dei droni militari ad alta tecnologia della serie CH-92A insieme a dei missili che possono essere caricati sui velivoli a guida da remoto. Quest’accordo potrebbe aprire nuove frontiere sul mercato dei rifornimenti militari, poiché non si esclude che, a questo punto, anche altri Stati dell’Europa possano rivolgersi ad aziende e produttori cinesi. La compravendita avrebbe consentito al governo di Belgrado di arricchire il proprio arsenale di veicoli armati all’avanguardia rispetto a quelli attualmente in dotazione.

I droni militari consegnati alla Serbia pare siano in grado di svolgere diverse funzioni. Il velivolo senza pilota sarebbe innanzitutto capace di portare avanti delle ricognizioni strategiche, e allo stesso tempo riuscirebbe a condurre attacchi verso terra colpendo i bersagli con una certa precisione. Questo è quanto sarebbe stato riportato dagli esperti. Il Ministero della Difesa intanto ha comunicato che il Presidente della Repubblica serba, Aleksandar Vucic, sabato 4 luglio ha già controllato e verificato il materiale bellico giunto dalla Cina.

La Cina ha venduto 9 droni CH-92A alla Serbia.

I droni militari CH-92A sono complessivamente nove e sono stati affiancati da una fornitura di missili terra-aria FT-8C. Stando ad alcune indiscrezioni, l’intesa Cina-Serbia prevede il presunto invio di altri 15 velivoli tecnologici. La serie CH-92A è stata progettata e realizzata dalla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), azienda pubblica cinese, e sono dotati di un raggio di azione di 250 chilometri, possono raggiungere un’altezza massima di 5.000 metri e viaggiare ad una velocità che può arrivare a 200 chilometri all’ora. Inoltre possono essere armati con due missili (tra i quali proprio gli FT-8C) e sono in grado di colpire bersagli fino a 9 chilometri di distanza.

I droni militari cinesi potrebbero interessare ad altri Paesi europei

Global Times ha raggiunto Wei Dongxu, esperto militare di Pechino, il quale ha detto che i droni armati CH-92A sono stati la scelta migliore per la Serbia perché riescono ad ottenere risultati considerevoli a costi contenuti. Infatti, investendo delle somme alquanto limitate (che non sono state comunicate ufficialmente) questi dispositivi garantiscono delle attività di ricognizione dettagliate e, in più, possono attaccare e colpire bersagli delicati come i bunker. Inoltre possono essere utili per guidare azioni di pattugliamento lungo le zone di confline e quelle a maggior rischio di conflitti.

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Gli analisti militari cinesi hanno evidenziato che, seppure a costi contenuti, questa compravendita ha una certa valenza storica perché è la prima volta in cui la Cina esporta i suo ritrovati bellici verso uno Stato europeo. Wei Dongxu non ha nascosto che potrebbero esserci altre realtà del Vecchio Continente che sarebbero pronte a contattare il Ministero della Difesa di Pechino per contrattare l’acquisizione di droni militari e missili con un tetto di spesa limitato.

I droni militari cinesi possono lanciare anche missili.

L’industria bellica cinese già da un po’ di tempo vende i suoi prodotti all’estero, ma finora non era mai sbarcata in Europa. Infatti in più di un’occasione sono stati avvistati droni bellici della gamma CH e anche Wing Loong mentre sorvolavano i cieli del Medio Oriente o di alcuni territori dell’Africa. Il settore delle armi della Cina starebbe andando incontro ad una certa espansione internazionale perché, oltre a basarsi su investimenti contenuti, garantirebbe agli acquirenti una costante assistenza post-vendita e da Pechino non arriverebbe alcuna pressione politica in cambio dei propri mezzi da guerra, come al contrario farebbero gli Stati Uniti.

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