La Cina ha approvato la legge sulla sicurezza nazionale

La Cina ha approvato la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong. Arrivano le prime accuse di violazione dei diritti umani

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Cina approvato legge

La Cina ha approvato la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong. Questa norma è stata approvata all’unanimità e proibisce qualsiasi atto di secessione, sovversione e terrorismo che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza nazionale.

Delle fonti riferiscono che dopo 15 minuti dall’inizio della discussione, la legge era già stata approvata da 162 membri del comitato permanente. La norma dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio, una data simbolica che ricorda il 23° anniversario dalla consegna della città di Hong Kong, prima di dominio britannico, alla Cina.

Poche risposte

Giornalisti di tutto il mondo si sono mobilitati per fare chiarezza su questa norma. Nonostante le numerose domande che sono state poste all’amministratore delegato Carrie Lam Cheng Yuet-ngor, si è sempre rifiutato di rispondere.

“Quello che posso dire è che quando la legge sarà approvata … I miei principali funzionari e io faremo del nostro meglio per rispondere alle domande sulla legge, in particolare quelle relative all’attuazione e all’applicazione.” Ha detto l’amministratore delegato ai media.

Eppure, i dubbi erano e restano molti. I condannati dalla nuova norma saranno incarcerati a vita? In quali circostanze Pechino eserciterebbe la propria giurisdizione sui casi di sicurezza nazionale di Hong Kong?

Lam ha però sottolineato un aspetto importante, avvertendo qualsiasi governo straniero, in particolare gli USA, che qualsiasi sanzione questi avrebbero imposto non avrebbe spaventato Hong Kong. Aggiungendo poi, che il governo coopererebbe con la Cina per eventuali contromisure.

Abbandonare il partito

Poco dopo l’approvazione della legge, alcuni membri chiave del partito Demosisto hanno deciso di andarsene. Tra questi Joshua Wong ha giustificato la sua azione dicendo che a seguito di una legge così drastica diventa importante imporre una resistenza democratica a Hong Kong.

“Continuerò a rimanere a casa mia – Hong Kong, fino a quando non faranno silenzio e mi spazzeranno via.” Ha concluso Wong.

Si ritiene che Demosisto sia uno degli obbiettivi principali, dato l’impegno di Wong lo scorso anno a richiedere il sostegno degli Stati Uniti per approvare la Legge sui diritti umani e la democrazia di Hong Kong.

Il rischio, è che la legge possa essere applicata retroattivamente per punire Wong e gli altri attivisti che hanno lasciato il partito.

Una minaccia ai diritti umani

Anche Amnesty International ha lasciato una dichiarazione dopo l’approvazione della legge, descrivendola come: “la più grande minaccia ai diritti umani nella storia recente della città.”

“La velocità e la segretezza con cui la Cina ha approvato questa legislazione intensifica la paura che Pechino abbia creato calcolosamente un’arma di repressione da usare contro i critici del governo, comprese le persone che stanno semplicemente esprimendo le loro opinioni o protestando pacificamente.” Ha sostenuto Joshua Rosenzweig, capo del gruppo della squadra cinese.

Il gruppo pro indipendenza si ritira da Hong Kong

A Hong Kong c’era un grande gruppo di attivisti che lottavano per l’indipendenza della città. Guidato dall’ex legislatore Sixtus Baggio Leung, smetterà di operare nella città. I rischi, sono troppo grandi.

Tuttavia, il gruppo sottolinea su Facebook che non smetteranno di combattere, semplicemente sposteranno la loro battaglia all’estero. In particolare, in Gran Bretagna e a Taipei.

“Oggi non segna un punto di arrivo, ma solo la prima metà della partita. Il centro della resistenza sarà spostato all’estero. Ci chiediamo quanta potenza di combattimento abbia ancora la Cina quando la battaglia non è più sul territorio”. Ha concluso il leader.

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