Sono stati necessari ben cinque anni di ricerca per realizzare una valuta digitale ufficiale della Repubblica Popolare Cinese. A confermarlo è Mu Changchun, vicedirettore del dipartimento per i pagamenti/liquidazioni della Banca Popolare di Cina ( PBoC ), il quale però non ha anticipato alcuna data ufficiale per il lancio della valuta.

La Cina ha sviluppato la propria valuta digitale in un periodo storico dove vi è una crescente tendenza della finanza digitale, considerato anche l’emergere delle criptovalute in tutto il mondo. Nel tentativo di diventare una delle prime maggiori banche centrali a emettere moneta digitale, il PBoC ha eseguito prove del prototipo di criptovaluta sin dal 2014, quando ha messo su un team di ricercatori che hanno lavorato al progetto.

In passato alcuni rapporti hanno rivelato che il PBoC avrebbe velocizzato le attività di ricerca e progettazione della propria valuta digitale nazionale in risposta alle intenzioni (rese pubbliche a giugno 2019) di Facebook per emettere la cosiddetta Libra, la criptovaluta del social network.

Sabato 10 Agosto, durante il China Finance 40 Forum, il funzionario Mu Changchun ha rivelato alcuni dettagli sulla valuta digitale Cinese. La stessa sarebbe stata progettata per adattarsi a scenari di business ad alta frequenza al dettaglio su piccola scala. Inoltre, la valuta digitale adotterà una struttura operativa a due livelli, con il PBoC al livello superiore e le banche commerciali al secondo livello, ha affermato Mu.

A quanto pare la Cina preferirà una struttura “a due livelli” che sarebbe più appropriata per una Nazione con un’economia complessa, un vasto territorio e una grande popolazione. La banca centrale quindi, insieme alle banche partecipanti e altre istituzioni, sarà responsabile della conversione tra la valuta digitale e la valuta fisica permettendo al pubblico di scambiare entrambe le valute presso gli stessi istituti bancari o uffici pubblici.

Scartata quindi l’ipotesi di una “struttura a livello singolo” dove il PBoC sarebbe stato responsabile unico di emissione e scambio della valuta digitale. Infatti questo caso avrebbe comportato, stando alle dichiarazioni di Mu, un calo dei depositi bancari, che sarà dannoso per il sistema bancario nazionale sistema e l’economia reale.

“Se adottiamo la struttura a un livello, il pubblico di massa probabilmente preferirà scambiare i propri soldi con la valuta digitale sostenuta dalla banca centrale con il PBoC, invece di trattenere il denaro in depositi bancari. L’effetto che ne scaturirebbe è quello di compressione degli stessi depositi bancari privati nelle banche. Ciò influirà anche sulla capacità delle banche di concedere prestiti”, ha spiegato Mu.

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