La CIA che SPIA: vivere nell’era della trasparenza e dei big data.

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Vault 7 è il nome che Wikileaks ha dato al nuovo dossier reso pubblico nelle ultime ore , che ancora una volta mette in risalto il tema della privacy e della sicurezza nell’era digitale, della trasparenza..e ..della Cia che spia, operando principalmente da Langley, Virginia e da Francoforte. La CIA, acronimo di Central Intelligence Agency, è un’agenzia di spionaggio civile del governo federale degli Stati Uniti d’America chiamata a ottenere e analizzare informazioni sulla sicurezza nazionale provenienti da tutto il mondo.

Oggi il mondo della tecnologia è un vasto campo di battaglia a guardie e ladri, in quell’affascinante e pericoloso contesto chiamato cyber-security. La sicurezza informatica vede aziende di primo piano dell’IT e della sicurezza impegnate contro un esercito di malintenzionati e truffatori .

Ma che cosa desideriamo veramente ..privacy o maggiore sicurezza?

Messo in luce anche dai media in queste ore, l’operato della Cia fa emergere sentimenti come l’indignazione e lo stupore di fronte ad un comprovato stato di sorveglianza fino ad ora inconsapevole e globale, capace di spiare tutto e tutti, attraverso tv, cellulari e frigoriferi di ultima generazione.

Ma Cia a parte, la trasparenza oggi è comunque un dato di fatto, una condizione sociale esistente e che chiaramente riguarda tutti noi al di là del ruolo sociale, influenza le nostre parole, le nostre scelte, i nostri pensieri, tutto oggi nasce e si diffonde in una dimensione sociale completamente pubblica.

Non solo, la nostra vita rischia anche di essere condizionata da un motore di ricerca o da un social network, più precisamente da numeri, da strutture di dati, un grandissima quantità di dati che registra e fa proprie tutte le informazioni che riguardano i nostri gusti, valori, comportamenti: sono i Big Data, milioni e milioni di informazioni che insieme al sistema algoritmo ci profilano, seguono e memorizzano ogni nostro movimento in Rete.

Le nostre informazioni personali sono a rischio compravendita e queste macro-informazioni sono rese disponibili grazie al digitale, il problema che sta emergendo pian piano è quello della vulnerabilità dei singoli cittadini o, peggio ancora, la rinuncia alla nostra libertà.

Essere consapevoli di questo e iniziare ad utilizzare i social e il web in generale in maniera più responsabile, non inserendo per puro e semplice passatempo migliaia di informazioni personali, solo per “piacere a tutti”, è fondamentale, è un gesto di consapevolezza e di autodifesa.

Quello che finisce nei social network, appartiene alla piattaforma, non siamo più noi i proprietari e non sempre siamo consapevoli di questo e delle conseguenze che quel tipo di operato online può provocare.

Non lasciamo gestire le nostre vite ad una macchina, i media e il web siamo noi, tutto dipende dalla nostra conoscenza e utilizzo del web, siamo noi i protagonisti, non le strutture numeriche: essere consapevoli di vivere nella trasparenza e lo “stare nella Rete” in modo intelligente ci aiuta a tenere gli occhi aperti.

Da oggi però per precauzione chiudiamo il frigo e spegniamo la tv!

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