La Chiesa cattolica si spacca sotto il peso della riforma?

0
380
La Chiesa cattolica si spacca sotto il peso della riforma?

Ora la Chiesa cattolica si scontra nel suo interno. La Chiesa di Roma si schiera in tre fazion1, due a contendersi il dominio totale o addirittura pronte a scindersi. La terza, quella che aleggia nell’ombra, giocando un po’ per il Diavolo e un po’ pure, assume il ruolo di arbitro e manda avanti Parolin. Attenzione però a non commettere l’errore di ritenerla inerme, tra le tre, essa è la più pericolosa.

La Chiesa cattolica in mano alle ombre?

In modo chiaro, Parolin identifica l’impegno del Papa verso la riforma: “portatrice di confusione“. Ma di fatto il commento di Parolin, si allarga a tutta la Chiesa cattolica, sia progressista sia conservatrice, come a dire: tra le vostre schermaglie ci siamo sempre noi che osserviamo. Parolin è il segretario di Stato della Santa Sede, ciò significa che è l’uomo che fa da legame tra gli intrighi esterni legati ad un certo mondo clericale, vedi Becciu, e la più temibile congregazione per la dottrina della fede. Ma di chi stiamo parlando in realtà? Se parlassi di una Chiesa deviata capireste? Una massoneria deviata all’interno della Chiesa, capace di annullare le dichiarazioni del Papa e renderle addirittura eretiche? Il Vaticano è sotto scacco di questa entità ombra? In realtà lo è sempre stata. Un qualcosa che è nelle mani di pochi cardinali che utilizzano gli stessi servizi segreti vaticani per soggiogare la Chiesa stessa.

Per Aspera Ad Veritatem: lo spionaggio dentro il Vaticano

L’attentato alla vita di Giovanni Paolo II, compiuto dal terrorismo internazionale, ha attirato sul Vaticano il più vivo interesse dei servizi segreti di tutto il mondo. Ma è un interesse che precede l’ascesa del terrorismo. Negli ultimi mesi, la vigilanza da tempo esercitata dai servizi segreti sul Vaticano è diventata un fatto di dominio pubblico. L’estate scorsa non abbiamo forse letto che Robin Robinson, fino a poco tempo fa uno dei capi dell’intelligence britannica, ha dichiarato di fronte a un vasto pubblico televisivo inglese che “molte volte” i servizi segreti inglesi hanno intercettato le comunicazioni della Santa Sede? Un fatto simile non ha probabilmente stupito nessuno in Vaticano. Il telefono, infatti, è notoriamente il tallone d’Achille della riservatezza. Grazie al progresso tecnologico, le intercettazioni telefoniche sono diventate sempre più facili e quindi le comunicazioni telefoniche sono maggiormente soggette a intromissioni, in particolar modo attraverso il raggio laser.

Le pubblicazioni che chiariscono come la Chiesa cattolica sia una cosa parallela ad essa stessa


Due recenti pubblicazioni meritano di essere citate per cercare di comprendere la ragione effettiva dell’interesse nutrito dall’intelligence nei confronti del Vaticano. Negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, l’OSS statunitense, a capo del quale era il generale William J. Donovan, inviò un suo agente in Vaticano con l’ordine di indagare sulla eventualità di un contributo da parte della Santa Sede al processo di pace che si cercava di realizzare nel Pacifico. L’agente fu quasi sul punto di portare a termine con successo la missione, grazie all’aiuto di un officiale della Segreteria di Stato pontificia. Le vicende di questo drammatico periodo sono narrate in un libro scritto dall’agente stesso, intitolato Pace senza Hiroshima. Operazione segreta in Vaticano nella primavera del 1945.

Un incubo evitabile la Chiesa cattolica sapeva

L’autore è Martin S. Quigley, attualmente editore a New York. Egli riuscì a convincere l’allora mons. Egidio Vagnozzi, futuro cardinale, a trasmettere alla rappresentanza diplomatica giapponese, presente in Vaticano, l’esistenza di una possibilità di negoziare la pace con gli Stati Uniti. Il contatto riuscì. Il delegato speciale giapponese, ambasciatore Ken Harada, dopo una comprensibile esitazione, comunicò le informazioni al suo Governo. Se i suoi superiori le avessero prese in considerazione, sia al Giappone sia agli Stati Uniti sarebbe stato risparmiato l’incubo di Hiroshima e Nagasaki.

Contatti d’autore

La storia di tali contatti è stata rivelata per la prima volta. Una piena conferma si è avuta successivamente, quando sono stati resi noti i documenti sia statunitensi sia giapponesi. Quigley rende un servizio alla storia mettendo insieme, dopo tanti anni, i pezzi di questo complicato puzzle riguardante gli sforzi compiuti per la pace. È raro che la storia di un tentativo segreto per raggiungere la pace sia documentata in maniera tanto convincente. L’autore del libro scrive che la sua esperienza dimostra come sia difficile rendere efficaci tali tentativi.

La seconda pubblicazione approfondisce

La seconda pubblicazione è ugualmente interessante, anche se per ragioni diverse, ovvero per la conoscenza dell’ambiente dell’attività d’intelligence in Vaticano. Gli autori sono un americano, John Loftus, e un australiano, Mark Aarons. Ambedue hanno la passione d’indagare sulla fuga di veri o presunti criminali di guerra dall’Europa. La loro tesi appare però piuttosto sconcertante. Nella prima parte del libro sembra infatti che il Vaticano sia accusato di essere nelle mani dei nazisti. Nella seconda, invece, il Vaticano appare manovrato dai sovietici. Gli autori hanno compiuto ricerche eccezionalmente approfondite negli archivi segreti dei servizi segreti statunitensi nel tentativo di sostenere le loro opinioni. Ma potremo tornare su questa ipotesi suggestiva in un’altra sede. Per il nostro scopo ora, questo nuovo libro rappresenta solo un’ulteriore prova dell’interesse manifestato nei confronti del Vaticano, allora come oggi, da parte dei servizi segreti.


Utopia solidale del Papa


Chiesa cattolica: la parola a Parolin

Quindi le conclusioni o dichiarazioni di Paroli riguardo ad una Chiesa cattolica divisa, possono avere una loro conclusione ideologica soltanto nella divisione stessa. Parolin ha lasciato intendere che c’è motivo di preoccupazione nello scontro ideologico in atto. “Forse è la politicizzazione, quella che di certo ha accompagnato i commenti degli osservatori attorno al pontificato di Francesco, ad alimentare le apprensioni. Ma certo anche tra i consacrati c’è stata una tendenza a dibattere“. Questa dichiarazione stessa, come potete ben notare, non implica un rendi conto legato all’ortodossia, bensì, come si nota nel cuore della frase, si lega alla politicizzazione della diaspora in divenire.

La dichiarazione estrema: la Chiesa cattolica parallela è sotto controllo

Tale dichiarazione identifica l’azione di Parolin nella Chiesa cattolica, come azione super partes, atta a controllare e destabilizzare le azioni parallele. L’ultimo tema da affrintare è la de-occidentalizzazione della Chiesa: Papa Francesco è per le “periferie economico-esistenziali”. Qui si riprende la problematica sul controllo della Chiesa, e un certo tipo di Santa Sede, non può permettersi di perderlo.