“Domani sarà dichiarata l’Indipendenza”. Queste le dichiarazioni delle istituzioni catalane fatte alla stampa internazionale circa un’ora fa.

La vicepremier di Madrid Soraya Saenz de Santamaria ha dichiarato che una possibile dichiarazione di indipendenza fatta domani in parlamento, del presidente catalano Carles Puigdemont, “non rimarrà senza risposta” da parte dello stato spagnolo.

Durante la giornata di oggi si sta svolgendo a Barcellona quella che la tv spagnola TV3 ha definito la “più grande manifestazione unionista mai svoltasi” in Catalogna.

i manifestanti a madrid

Avevamo già reso noto che ieri l’altro grande protagonista di questa lotta interna, il popolo spagnolo, era sceso in piazza per rivendicare il suo diritto ad “avere l’ultima” sulla questione. Da Madrid a Barcellona, migliaia di persone in tutta la Spagna, hanno vestito magliette bianche, imbracciato cartelloni e “marciato” pacificamente per molte città e paesi.

Invece oggi le città sono state investite da un fiume rosso e giallo di manifestanti. Circa 350mila per la polizia – 950mila per gli organizzatori – hanno invaso il centro di Barcellona con le bandiere spagnole in mano per opporsi ai piani del presidente catalano Carles Puigdemont di proclamare l’indipendenza della Catalogna.

“Puigdemont in prigione!” è uno dei tanti slogan cantanti dalla folla, i più popolari contro il presidente catalano e contro il capo della polizia catalana dei Mossos, apostrofato dai manifestanti come “Trapero traditore!”. L’obiettivo dei manifestanti è quello di difendere la Costituzione spagnola dagli attacchi degli indipendentisti.

La dichiarazione d’Indipendenza

La proclamazione d’indipendenza sarà fatta domani. Il presidente catalano Puigdemont non arretra. Ieri avrebbe ribadito durante un’intervista che la “dichiarazione di indipendenza è prevista dalla legge del referendum come applicazione dei risultati: applicheremo quanto dice la legge”.

Il Premier spagnolo Rajoy durante il discorso alla nazione

Il premier spagnolo Mariano Rajoy decide di scrivere un Tweet nel giorno della mega marcia a Barcellona contro la secessione: “In difesa della democrazia, della Costituzione e della libertà. Preserveremo l’unità della Spagna. Non siete soli”.

Pablo Iglesias, leader di Podemos, è stato contestato dagli oppositori dell’indipendenza catalana alla stazione di Barcellona Sants. Iglesias è un sostenitore del dialogo fra Madrid e Barcellona e su Twitter ha scritto che “ogni politico deve aspettarsi che lo fischino. Oggi è toccato a me. Finché non c’è violenza va bene”. Gli unionisti infatti, giunti per partecipare alla grande marcia anti-indipendenza, riconoscendo il politico lo hanno fischiato e gli hanno urlato “fuera, fuera!”, mentre stava per prendere il treno per Madrid.

Tra l’altro oggi, il presidente del Tribunale superiore di giustizia (Tsjc) in Catalogna Jesus Maria Barrientos ha deciso di affidare la responsabilità della sicurezza del Palazzo di Giustizia alla polizia spagnola, togliendola ai Mossos d’Esquadra, la polizia catalana. Il Tsjc è titolare dei procedimenti avviati dalla giustizia spagnola contro le autorità catalane per il referendum di indipendenza.

“Cattiva condotta e uso sproporzionato della forza durante il voto per il referendum sull’indipendenza catalana lo scorso primo ottobre” sarebbero le motivazioni che hanno portato ad aprire le inchieste tempestive, indipendenti ed effettive su tutte le denunce contro la polizia spagnola. A chiederle, in una lettera inviata al ministro degli interni spagnolo Juan Ignazio Zoido Alvarez, è il commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks.

Nella missiva resa nota solo oggi, Muizniks afferma di aver ricevuto “rapporti su un uso sproporzionato della forza da parte della polizia su manifestanti pacifici e persone che conducevano azioni di resistenza passiva sia attorno che all’interno dei luoghi dove erano in corso le votazioni”.

Il commissario Ue all’Economia Moscovici, due giorni fa aveva avvertito che “una Catalogna indipendente non sarebbe membro dell’Unione europea, perché l’Unione europea conosce un solo Stato membro: la Spagna”. La crisi politica tra Barcellona e Madrid “è una vicenda dolorosa che va trattata dagli spagnoli. Risolverla non spetta né a Parigi né a Bruxelles né ad altri”.

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here